Auguri d’amore d’un Romeo alla sua Giulietta datati 1947 e 1948 che, probabilmente, accompagnavano regali, magari mazzi di fiori. Sono saltati fuori rimettendo in ordine materiale fotografico e cartaceo, triste mansione di famiglia sempre rimandata dal figlio che doveva farlo, a distanza di alcuni anni dalla scomparsa della madre, signora Delmina L., residente a Ca’ di David, deceduta l’8 novembre 2020, all’età di 94 anni (era nata ad Isola della Scala il 28 marzo 1926).
Già ricoverata dal 12 ottobre precedente (per la terza volta nel giro di poco tempo) nell’Unità Operativa Complessa di Medicina Generale ad indirizzo Immunoematologico ed Emocoagulativo del Policlinico “G. B. Rossi” di Borgo Roma per gravi patologie pregresse, dopo essere stata spostata da una camera singola ad un’altra con tre pazienti, una delle quali dapprima negativa e poi risultata positiva al SARS-CoV2, la signora Delmina ha contratto il virus (in ospedale, sic, cioè in ambito teoricamente ben protetto).
Ne è conseguito l’obbligo sanitario, il 22 ottobre, del suo trasferimento in Pneumologia Area Covid-19 (Unità 13, primo piano) dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, dove s’è poi spenta. Ad asserzione medica non per gli effetti dell’infezione ma per le serie condizioni cliniche generali.
Quanto rinvenuto dal figlio di Delmina sono tre cartoncini di auguri dell’allora fidanzato Luigi B. (Gigi, Brescia, 22 marzo 1921 – Verona, 10 gennaio 1993), poi sposato nel maggio 1948, in occasione del compleanno dell’amata e della ricorrenza di Pasqua.


Nel primo (“Verona 27-3-47”) l’innamorato fa sfoggio d’una certa padronanza espositiva, non comune in quegli anni, maturata al ginnasio: nel verso “Cara cara Ti giunga dal mio cuore l’augurio e l’espressione del mio grande amore, e sia per te latore di nuove felicità che in questo giorno per te caro possa restare sempre nel tuo cuore. Tuo per sempre Gigi”. Nel recto, dove, accanto ad un fiore stilizzato, campeggia la dicitura “Buon Compleanno”, insiste ulteriormente: “Possa tu restare sempre pura come questo fiore”.


Nel secondo biglietto con disegno a tema della ricorrenza, l’uomo aggiunge all’augurio stampato “Buona Pasqua” il rafforzativo “Baci cari”. E, all’altro lato, scrive: “Pasqua 1947. Delmina cara In questo giorno tanto caro a tutti possa tu essere sempre felice, per poter col mio grande amore raggiungere il sogno che ci renderà felici per tutta la vita. Gradisci i miei migliori auguri a te e genitori tuo per sempre Gigi”.


Ed ancora per il compleanno della diletta l’anno successivo, il moroso, anche se più stringato, esprime comunque il suo sentimento: “Verona 28-3-1948 Con i più sentiti auguri ti giunga tutto l’amore che vive in me per te. Tuo Gigi Pasqua 1948”.


Delmina ha conservato per tanti anni queste tenere frasi, fino a quando ha bussato alla porta dell’Infinito per ritrovare il suo caro. Ambedue riposano nel cimitero di Borgo Roma…
Claudio Beccalossi

