Come riassumere in poche parole l’annata 2024 del ciclismo internazionale? Facile con un solo nome: Tadej!
Il ciclista sloveno ha di fatto monopolizzato il mondo a due ruote vincendo ben 25 corse in stagione partendo dalle Strade Bianche in marzo e chiudendo con il Giro di Lombardia in ottobre. Implacabile giustiziere di tutti gli avversari trovati per strada, ha stravinto la Liegi-Bastogne-Liegi, la Vuelta Catalunya e il Giro d’Italia (https://ilgiornaledeiveronesi.it/attualita/spazio-sport/ciclismo/tour-de-france-dai-pogacar-il-rosa-ti-dona-di-piu/) con sei vittorie parziali (https://ilgiornaledeiveronesi.it/attualita/spazio-sport/ciclismo/giro-ditalia-tutti-contro-pogacar-resistere-resistere-resistere/) e dove è stato persino criticato dai suoi più ingiusti detrattori perchè si è presentato al via della corsa rosa senza, praticamente, avversari. Per nulla toccato da questo, si è esibito in luglio anche al Tour de France, convinto dei suoi mezzi e fiducioso di poter, a 26 anni di distanza, bissare lo straordinario risultato di Marco Pantani, cioè la doppietta Giro-Tour nella stessa stagione. Anche lì la performance ha schiantato gli avversari presenti in massa e di livello “grandi firme”. Roglic, Mas, Almeyda, il belga Evenepoel e il vincitore uscente Vingegaard sono stati tutti demoliti uno a uno. I soliti critici hanno sottolineato il fatto che il danese, maglia gialla 2023, era reduce da un lungo infortunio, e quindi a mezzo servizio, ma le sei vittorie parziali di Pogacar non hanno ammesso repliche.
Per il 99,9% degli atleti una stagione del genere sarebbe stata già esemplare, ma per Pogi, no. Ed infatti eccolo pure in azione in uno spettacolare autunno con nell’ordine Campionato del Mondo (completando una tripletta che il solo Roche e Merckx avevano saputo fare in precedenza), Giro dell’Emilia e Giro di Lombardia. Cosa aggiungere? Il 2024 sarà ricordato con il suo nome. E il 2025?
di Matteo Peretti

