Pomeriggio del 4 Agosto 2015, in un parcheggio isolato alla periferia di Castiglione delle Stiviere (MN) viene ritrovato il corpo senza vita, con un profondo squarcio alla gola, di una giovane donna (Anna Varinni).
Le analisi iniziali delle macchie di sangue e delle impronte rinvenute sulla vittima portano a ritenere che l’omicida sia un certo Marco Bolli di Carate Brianza, un uomo dalla personalità particolare ed insolita, i cui vaghi ricordi della sera precedente finiscono davanti ad un distributore di sigarette self service 24H.
Grandi saranno quindi le difficoltà a scagionarsi dalla pesante accusa.
A difenderlo viene chiamato l’avvocato Federico Borghi del Foro di Monza, che intuendo la complessità della difesa del proprio assistito chiede aiuto e consiglio all’ex-collega Sergio Casati che, stanco dell’attività forense, è diventato da un anno titolare di un frequentata e ricercata trattoria di Monza insieme alla fidanzata Barbara.
È proprio nel locale di Sergio, tra profumi, colori e ricette, che la storia prende forma anche attraverso i resoconti processuali e gli aggiornamenti del caso fatti da Federico.
Quella trattoria, che avrebbe dovuto rappresentare il definitivo distacco di Sergio dalla professione forense, diviene invece il perfetto punto di incontro tra due mondi, la cucina e il diritto, tanto diversi quanto simili nelle emozioni e nelle gioie generate. Il perfetto punto di inizio o di sintesi di molte e altre storie in cui Sergio si ritrova a volte volutamente, a volte per caso.
Federico e Sergio decidono di fare un sopralluogo ove si sarebbe consumato il delitto e di svolgere così le loro ricerche. Alla fine, stileranno un resoconto nel quale solleveranno importanti ragionevoli dubbi circa la colpevolezza di Bolli.
Nel frattempo anche i Carabinieri, guidati dal maresciallo Noti, stanno indagando sul caso. Alcuni indizi lasciano presupporre che effettivamente il colpevole possa essere un’altra persona, ma sembra impossibile individuarla mancando delle tracce risolutorie. Bolli resta quindi il principale indiziato.
In realtà l’assassino è il marito della vittima, tal Alessio Santini, persona mite e generosa fatto sposare a forza con Anna che, al contrario risulta essere persona interessata solamente al denaro e dotata di animo così avido da farsi intestare tutti i beni. Non contenta, fiacca quest’ultimo nello spirito trattandolo da inetto e non mancando mai di umiliarlo in qualsivoglia maniera. Alessio medita persino il suicidio: ormai la sua vita è un calvario, un quotidiano stillicidio di rimproveri e angherie ingiustificati da parte della moglie.
Un giorno però conosce la nuova vicina di casa, Cristina, da poco trasferitasi nello stesso stabile. Tra i due nasce una profonda simpatia, che poi muta in un sentimento amoroso, e Alessio sembra rinascere: sogna una vita con questa nuova ragazza.
Purtroppo la consorte è un ostacolo al suo progetto di felicità. Ordisce così un piano perfetto per eliminarla, facendo sembrare la morte di Anna un delitto legato al raptus omicida di un extracomunitario al quale Alessio, tramite una chat su un sito di incontri per cuori solitari e fingendosi la moglie, dà appuntamento nel parcheggio isolato.
Tutto viene architettato nei minimi particolari, nulla è lasciato al caso, ogni variabile pregiudizievole viene rimossa. Insomma, il delitto perfetto.
Malgrado ciò, alla fine qualcosa va storto: la presenza casuale del Bolli nel parcheggio, l’extracomunitario che per un disguido arriva tardi all’appuntamento ma in tempo per vedere ciò che accade sul luogo del delitto e il suo fermo per furto d’auto del Bolli.
La storia inizia così ad avere, a poco a poco, una differente ricostruzione, ma solo nella parte finale del libro al lettore verrà svelato il vero assassino e il perché del fallimento del suo meticoloso piano.
Infatti un investigatore privato che era stato assunto da Anna per scoprire il tradimento del marito, sempre più assente da casa, rappresenta con il suo intervento il punto di svolta decisivo per le indagini.
Quando l’investigatore viene a sapere della morte di Anna analizza tutti dati raccolti fino a quel momento e decide di riferire quanto scoperto al maresciallo Noti. Soprattutto rivela che, avendo nascosto un rilevatore gps sulla macchina di Santini (per individuare il luogo dove si incontrava con Cristina), può provare come la sera del delitto Alessio non fosse a casa, come lo stesso aveva dichiarato, ma presente senza ombra di dubbio sulla scena del crimine.
Il piano perfetto va così in fumo. Bolli è scagionato, Santini processato e Sergio finalmente può tornare ad occuparsi di fornelli e buoni calici di vino; o almeno così inizialmente crede.

