Palazzo Scarpa, 5 ottobre 2024 – 31 marzo 2025
Capolavori della collezione di Banco BPM in dialogo con altre opere che ci restituiscono la bellezza senza tempo di Verona attraverso la pittura e l’obiettivo fotografico. In mostra dipinti della nostra collezione, opere e oggetti di Giuseppe Flangini, per gentile concessione dell’Associazione Gina & Giuseppe Flangini e della Famiglia Flangini e fotografie di Renato Begnoni con un unico filo conduttore: celebrare la magnificenza e l’anima della città scaligera. Un interessante percorso pittorico cronologico che narra lo sviluppo del filone della “vedutistica di piazze” messo a confronto con fotografie selezionate di Renato Begnoni che “raccontano” la città di Verona.
Da una tradizione settecentesca e di impostazione neoclassica – Ronzoni inquadra uno dei punti più suggestivi della città – alle vedute prospettiche e analitiche del Ferrari – in quegli stessi anni lafotografia sfociava nella resa documentaria del monumento e della città e del Calvi, che si distingue per una pittura, seppure verista, caratterizzata da una raffinata tecnica di tocco vibrante e luminoso.
Alcune testimonianze novecentesche dei veronesi Flangini e Beraldini, quest’ultimo più volte presente alle Biennali veneziane, che in una tela del ’40 offre una visione di Verona non “cartolinesca”, piuttosto caratterizzata da un’atmosfera rarefatta quasi crepuscolare e in rapporto con le rappresentazioni dello stesso scorcio dipinto da Flangini, che evidenziano una drammaticità intrinseca che è uno dei suoi grandi pregi insieme al costante genuino senso del colore e della luce.
Oltre ad una rappresentazione figurativa della città, la mostra offre l’occasione per interrogarci sul valore della fotografia in quanto forma d’arte, in un’epoca in cui tutti siamo “fotografi”.
Renato Begnoni, tra i più’ significativi fotografi italiani, è impegnato da diversi anni nella fotografia di ricerca e sta concludendo un lavoro pluriennale che vede protagonista Verona, il suo paesaggio, le architetture, la sua storia.
La particolare tecnica esecutiva di Begnoni prevede foto stampate su carta cotone e prodotte solo in tre esemplari in cui le immagini, volutamente desaturate, presentano interventi con colori a tempera e gesti manuali.
Si tratta di una tecnica mista per cui l’artista dipinge alcune zone delle sue stampe fotografiche, realizzate solo con tecniche analogiche e mai digitali, facendo diventare ogni esemplare un’opera unica. Negli anni ‘90 e inizi 2000 il fotografo inizia a stampare su supporti Cibachrome di grande formato e a partire dagli anni ‘10 del 2000 il supporto che sceglie è la carta cotone.
Renato Begnoni si differenzia nella storia della fotografia contemporanea italiana da scuole consolidate, sia dal realismo informatico, giornalistico e sociologico, sia dal concettualismo. Begnoni va avanti per la sua strada con un’infinita passione e fiducia nella forza comunicativa e sentimentale della fotografia.
Un percorso guidato tra echi del passato e sguardi contemporanei, riscoprendo la città di Verona da prospettive nuove e affascinanti.

