Umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità e universalità questi sono i 7 principi fondativi della Croce Rossa Internazionale. Essa costituisce la più grande organizzazione umanitaria del mondo, fondata nel 1863 da cinque cittadini elvetici col nome di Comitato ginevrino di soccorso dei militari feriti o Comitato dei cinque. Il triste spettacolo e la mancanza di soccorsi durante la battaglia di Solferino furono i motivi che spinsero alla creazione dell’associazione. Il 22 agosto 1864 seguì la prima Convenzione di Ginevra tra 12 nazioni. La Croce Rossa Italiana venne alla luce, invece, a Milano, con il nome di Comitato dell’Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati, il 15 giugno dello stesso anno. Due mesi dopo, il suo presidente, Cesare Castiglioni, venne chiamato a Ginevra per presentare progetti e programmi. Il 22 agosto fu sottoscritta, anche dall’Italia, la Convenzione di Ginevra. Da lì nacque una storia lunga 160 anni. Oggi il personale può essere dipendente o volontario. Dispone, tra le sue componenti, di un corpo militare ausiliario. Doveroso, quindi, ricordare questo “compleanno”. E chi si è auto-candidato per festeggiarlo con noi? Proprio lui! Il nostro poeta, scrittore e soldato veronese preferito! L’inenarrabile Simone Vesentini!
Matteo Peretti: Simone, come definiresti un’associazione di 160 anni di età?
Simone Vesentini: Assai longeva, direi! Ma tu stai parlando della Croce Rossa! Un’associazione che è andata ben oltre il suo padre fondatore, lo svizzero Henry Dunant. Se ci pensi, la maggior parte delle organizzazioni, delle industrie o altre istituzioni non sopravvivono così a lungo e, soprattutto, con il passare del tempo perdono di vitalità e smarriscono la via, cosa che non è successa con la Croce Rossa.
M: E se questa associazione fosse la Croce Rossa Italiana?
S: Stiamo parlando di 150 mila volontari civili, per la prevalenza giovani, a cui si affianca la Croce Rossa Militare, alla quale non nascondo di ambire per indossare nuovamente una divisa; non meno importante è il Corpo delle infermiere volontarie, quelle che tutti conoscono con l’appellativo di Crocerossine. Supporto ambulanze, educazione nelle scuole, raccolta di fondi e di beni di prima necessità, supporto a manifestazioni sportive e concerti, sono solo alcune delle molte iniziative portate avanti dalla Croce Rossa… devo aggiungere altro a proposito di questa nobile istituzione?
M: Vuoi spiegarne valori, importanza e ruolo per i pochi che non conoscono questa organizzazione?
S: Credo siano veramente pochissimi quelli che non conoscono questa organizzazione umanitaria che, a livello mondiale, può vantare un numero enorme di adepti; stiamo parlando di 14 milioni di persone che dedicano il loro tempo a nobili scopi e senza scopo di lucro. La Croce Rossa, che nasce principalmente come soccorso ai feriti in tempo di guerra, ora opera anche in tempo di pace, 365 giorni all’anno e in tutti i continenti.
M: Tu, come ex-ufficiale, hai avuto mai modo di collaborare con la stessa e di condividerne le attività?
S: Al momento, purtroppo, non ho avuto ancora l’onore di collaborare con la Croce Rossa. Ora, però, hai instillato un tarlo nella mia mente e non è escluso che un giorno possa succedere quanto hai predetto; quindi… mai dire mai!
M: Mi sbaglio o anche Ernest Hemingway fu un volontario della Croce Rossa?
S: Il caro vecchio Ernest, scrittore e soldato… proprio come me!
M: Ecco il solito Simone modestone…
S: Beh, l’analogia c’é! Comunque, non sbagli, caro Matteo, partecipò alla Prima guerra mondiale come membro volontario dell’American Red Cross, la sezione statunitense della Croce Rossa, e fu destinato in Italia, dove fu anche ferito a una gamba, come Garibaldi, altro grande soldato… proprio come noi! Ora ti fornisco una chicca storica a proposito di questa gamba illustre… il caro Giuseppe fu curato da un medico di nome Ferdinando Palasciano che, per le sue idee di umanità, può essere considerato un precursore dello spirito di abnegazione della Croce Rossa (era un medico dell’esercito borbonico che, durante i moti insurrezionali di Messina, si distinse per aver curato tutti i feriti senza alcuna distinzione e, per questo motivo, fu anche processato e condannato a morte, pena poi commutata in un anno di reclusione). Ma torniamo all’amico Ernest, la sua esperienza al fronte gli fornì l’ispirazione per il romanzo “Addio alle Armi” che, per certi versi ricorda il mio libro storico “La storia di Gemma”, mentre l’altro suo capolavoro “Il vecchio e il mare” ricorda il mio…
M: Fermo lì, non deragliare dal tema come tuo solito…
S: Affinità a parte, qualche differenza l’abbiamo pure noi due; Ernest può vantare al suo attivo un Premio Pulitzer e un Nobel per la letteratura, io ci sto ancora lavorando.
M: Ok, Simone, direi che abbiamo capito… “Umiltà” è il tuo secondo nome!
S: E mai nome fu più azzeccato… è proprio l’umiltà, che spinge numerosi giovani a partecipare ai corsi per volontari che la Croce Rossa organizza ogni anno presso i vari Comitati cittadini. Quello di Verona, ad esempio, é proprio finito in questi giorni!
M: Allora possiamo dirlo: Croce Rossa Italiana, 160 anni e non li dimostra!
S: Possiamo proprio dirlo, la Croce Rossa non dimostra assolutamente tutti questi anni di storia gloriosa e se li porta proprio bene… è ancora in perfetta salute e, a mio avviso, lo sarà per i prossimi 160 anni, alla scadenza dei quali, salute permettendo, vorrei fare un altro articolo commemorativo!
M: Beh, auguriamocelo!
di Matteo Peretti

