Veneto, numeri in calo per le imprese giovanili: ecco gli ultimi dati
Lanciare una nuova azienda non è cosa facile, soprattutto in questo periodo di transizione del mercato. E le difficoltà aumentano se si è giovani e privi di esperienza del settore: giusto “lanciarsi”, ma il rischio è quello di non riuscire a prendere quota, come è successo a molte aziende venete.
Gli ultimi dati sulle imprese giovanili
Secondo le ultime stime in Italia le imprese giovanili diminuiscono del 3%, sono poco più di 492.000 e non coprono neanche il 10% dell’intero comparto industriale. Ma la cosa che colpisce di più è che la recessione interessa quasi esclusivamente le aziende giovani, mentre quelle già radicate crescono, sia pure di poco (+0,4%). La situazione si presenta in maniera diversa per ogni regione, con punte positive in Trentino-Alto Adige, e crolli sensibili in Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, con il Veneto in passivo del 3,5%. Tra i settori più colpiti c’è quello legato all’edilizia, con il 9,4% di chiusure. Il calo nell’aggregato degli altri servizi è meno sensibile, soprattutto se si guarda ai risultati delle attività professionali tecnico-scientifiche. Resta comunque il fatto che tante aziende, pur essendo nate nutrendo grandi prospettive, hanno dovuto ritirarsi a causa delle perdite e degli insuccessi. Spesso molte di loro non hanno neanche provato a rilanciare l’attività, mentre avrebbero potuto farlo, puntando magari su alcune strategie di marketing, come la pubblicità, che erroneamente viene considerata da molti un fattore secondario.
Il fattore pubblicità
Quando i conti non tornano, e i ricavi sono al di sotto dei costi, il primo pensiero è quello di tagliare le spese meno utili. Il principio non è sbagliato di per sé, ma è scorretto considerare proprio la pubblicità una delle spese da tagliare, spesso addirittura mettendola in cima alle altre. La pubblicità è un investimento che allarga il cerchio dei clienti, facendoli crescere in quantità e qualità. Non basta far bene il proprio lavoro, ma occorre far sì che lo sappiano sempre più persone. Tra l’altro, soprattutto oggi, la pubblicità può essere fatta nei modi più disparati, dalla stampa di volantini online fino alle sponsorizzazioni su Facebook. Per gestire la pubblicità aziendale non è indispensabile essere degli esperti di comunicazione, ma basta seguire poche semplici accortezze e farlo con intelligenza. E per prima cosa bisogna superare il timore di proporre i propri servizi, senza giocare al ribasso ma creando eventi promozionali, mettendo così in atto una buona strategia di fidelizzazione della clientela.
In qualsiasi mercato la pubblicità serve a farsi conoscere e ad attirare nuovi clienti. Rinunciare all’attività promozionale vuol dire scomparire, mentre, come ha detto anche Steve Jobs, “investire nella pubblicità in tempo di crisi è come costruirsi le ali mentre gli altri precipitano”.

