L’obiettivo di questa rubrica non è, ripetiamo quanto qui già detto, far vincere il premio Nobel per l’Economia allo scrivente attraverso la costruzione di un trattato universitario. È, semplicemente, quello di dare qualche utile spunto al lettore che possa essergli utile nel quotidiano. Fatta questa doverosa premessa passiamo al tema di oggi.
Dopo la prima puntata introduttiva (https://ilgiornaledeiveronesi.it/attualita/economia/leducazione-finanziaria-a-modest-proposal-introduzione/) riprendiamo a parlare di educazione finanziaria partendo dal concetto di reddito.
Nella vita di tutti i giorni ogni persona va incontro a esigenze come quella di acquistare beni o servizi. Per farlo deve inevitabilmente utilizzare del denaro e, per avere lo stesso, fatto salvo casi eccezionali quali eredità e regali, deve disporre di una fonte di reddito, la principale delle quali è il lavoro, sia esso da dipendente, che da autonomo.
Si parla di lavoro dipendente quanto un soggetto si trova a operare in un’impresa privata o pubblica (come lo Stato). A fronte dell’impegno e del tempo prestati, il lavoratore riceve una paga. Questa viene normalmente viene definita da un contratto.
Si parla di reddito da lavoro autonomo quando una persona, invece che lavorare in una organizzazione di altri, conduce personalmente una attività di produzione di beni o servizi. L’abilità di trovare clienti disposti a pagare quanto da essi prodotto è quello che permette a questa categoria di lavoratori di sopravvivere.
Altre fonti di reddito possibili sono quelle derivanti dall’attività d’impresa. Qui, in sostanza, una o più persone organizzano un’attività che produce beni e servizi avvalendosi di lavoro e capitale. La coordinazione di lavoro e capitale è quello che distingue principalmente questa tipologia di reddito da quello del lavoratore autonomo dove è prevalente il lavoro dello stesso.
Vi sono poi i redditi da capitale derivanti dall’impiego del risparmio (che altro non è se non un consumo posticipato nel tempo). La gestione del risparmio è affidata al mercato dei capitali che è composto da più operatori tra i quali lo Stato, le imprese e le banche (ci torneremo sull’argomento).
Esistono poi i redditi fondiari derivanti dal possesso di proprietà di beni immobili come terreni e fabbricati.
Riassumendo, in questa seconda puntata si è voluto introdurre il concetto di reddito, concetto che nasce dal verbo latino reddere che altro non significava se non rendere, restituire, dare in cambio e, nel nostro caso, contraccambiare una prestazione.
di Matteo Peretti

