Verona – 10 gennaio 2007. Da poco più di un decennio l’Algeria ha incontrato Luca Toni. Era un mercoledì sera, freddo solo in Italia, mentre la Fiorentina disputava un’amichevole contro il Mouloudia Club di Algeri prima di ricominciare il campionato. Un tempo in campo per Luca Toni, che pochi mesi prima aveva vissuto da campione del Mondo la notte di Berlino, prima di lasciare il posto a Giampaolo Pazzini e salutare il pubblico di Algeri che tanti applausi gli aveva riservato. Un campione indimenticabile, come ci racconta Brahim Hanifi, giornalista algerino di El Heddaf TV (media che dal 1998 racconta lo sport agli spettatori nordafricani), a Verona per intervistare il dirigente gialloblù: «Luca Toni per noi non è solo l’icona del calcio italiano, ma anche mondiale. Tutti gli appassionati che ci seguono ci chiedono sempre di Luca, che in Algeria ha veramente tantissimi tifosi». Una chiacchierata durata circa 30 minuti, in cui Toni ha raccontato la sua carriera, passando dal 300° gol tra i professionisti segnato con la maglia gialloblù alle opinioni su campioni affermati come l’amico Franck Ribery o l’algerino Mahrez, calciatore africano dell’anno 2016 oltre che calciatore della stagione 2015/16 della Premier League e pallone d’oro algerino 2016 (quest’ultimo premio organizzato proprio da El Heddaf TV). Foto di rito al termine dell’intervista, con Luca Toni che ha voluto lasciare un omaggio gialloblù a Ibrahim Hanifi (nella foto) prima del suo rientro in Algeria.
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