La settimana scorsa era toccato ai tifosi del Verona abbandonare il Bentegodi in segno di protesta: oggi è toccato a quelli della Fiorentina lasciare deserti gli spalti del Franchi. Le due tifoserie, unite da un gemellaggio solido e antico, sono solidali in tutto. Il calcio è la più inesatta delle scienze, una partita a Monopoli che si nutre della pesca di imprevisti e probabilità. Firenze doveva essere il funerale calcistico di Fabio Pecchia sulla panchina del Verona, e forse anche di Filippo Fusco dietro alla scrivania di Via Francia. L’ uno a quattro con il quale il Verona ha asfaltato la Fiorentina è il ribaltone che magari qualche visionario sognava in uno slancio di follia. Oggi ha finito pure lui. Nulla è ovviamente risolto, ma il Verona ha perlomeno mostrato di essere vivo, di crederci, e di essere una squadra unita attorno alla figura del suo giovane allenatore tanto inviso alla piazza. Bene i nuovi Vukovic, Petkovic, e Matos. A Firenze, città amica, la speranza ritrova ossigeno. La continuità dovrà ora essere la sola parola d’ordine da qui alla fine se vuole raggiungere l’obiettivo. Altri cali di tensione come quelli con Udinese e Crotone non sono più consentiti.
Pecchia si mette a 4-4-2 con i nuovi arrivati in campo: Vukovic affianca Caracciolo al centro della difesa; Matos fa l’esterno di centrocampo; Petkovic e Kean le due punte. Con la fascia di capitano, a Romulo Pecchia consegna i gradi di leader. L’inizio non è incoraggiante: Fares combina un pasticcio, Simeone colpisce a botta sicura, ma c’è Caracciolo a salvare sulla linea. Il Verona invece non sbaglia: Romulo centra per la testa di Vukovic che battezza il debutto con uno stacco imperioso. La Fiorentina prova a imbastire qualcosa, ma il contropiede gialloblù è micidiale nell’affondare il coltello nel burro della difesa di Pioli: fa tutto Matos che serve un pallone al bacio per Kean, pronto a mettere dentro. Verona al riposo in vantaggio 0-2. ma chi l’avrebbe mai detto…
Avvio di ripresa con botta e risposta: Chiesa colpisce il palo, il Verona parte al contrattacco, Petkovic offre a Kean la palla del terzo gol e della doppietta. 0-3, roba da non credere. Dias accorcia le distanze in mischia, ma è solo un’illusione perché Ferrari affossa ogni speranza viola calando il poker. Nel finale il Verona si limita a gestire prudentemente il congruo vantaggio. I tifosi viola abbandonano delusi lo stadio, quelli gialloblù cantano felici. Non è capitato spesso quest’anno. L’immagine finale regala l’abbraccio della squadra al proprio allenatore. Del pomeriggio di Firenze resta questo, e da qui bisogna ripartire in vista della sfida di domenica prossima al Bentegodi contro la Roma. Tutto è possibile. Avanti!.
Lorenzo Fabiano

