Due potrebbero essere i titoli per questo Verona:
- “Spietata” ,
oppure
- rifacendosi ad un film di Carlo Verdone, “Troppo forte”.
entrambi questi termini rispecchiano appieno il momento dei gialloblù. Probabilmente, arriveranno momenti meno positivi ed è per questo che è importante adesso mettere in cascina più punti possibili.
Contro lo Spezia Pecchia imbastisce un 4-3-3 con Nicolas in porta; la linea difensiva composta a partire da destra da Pisano, Caracciolo, Cherubin e Souprayen; a centrocampo sul lato destro Romulo, nel mezzo Fossati e più largo a sinistra Bessa; in attacco un trio esplosivo Siligardi, Pazzini, Luppi.
Comunque, la nona vittoria in campionato ha rappresentato una prova di forza di notevole spessore, soprattutto perché ottenuta su un campo difficile e con una squadra combattiva soprattutto dal punto di vista fisico.
E’ vero che Nicolas ha perso l’imbattibilità (su un rigore di Granoche nato da un’evidente ingenuità difensiva accidentale di Pisano che, appoggia debolmente all’indietro un pallon, e e il portiere si trova ad atterrare Piu che lo stava scavalcando) ma è pur vero che il tutto viene compensato dalla lucidità in fase di attacco (31 gol realizzati su 13 partite…. Una media superiore ai 2 gol a partita e realizzata con 11 giocatori diversi).
Il migliore in campo è stato sicuramente Fossati con la sua doppietta ma la palma deve essere divisa con Romulo (e poi spiegheremo il perché):
- il primo dei due gol di Fossati nasce da un’azione sulla sinistra del solito Bessa che dopo essere arrivato sul fondo inganna la difesa, non effettuando un cross di sinistro (il che sarebbe stata la scelta più logica), ma con un rasoterra all’indietro a servire l’accorrente Pazzini, il quale però viene anticipato dal difensore Valentini, la palla arriva al limite dell’area dove Fossati indirizza verso la porta un rasoterra che viene deviato proprio da Valentini che, nel frattempo, è caduto a terra. La palla s’inarca e scavalca inesorabilmente Chichizola.
- Il secondo gol è il più bello della partita e di tutta la giornata di serie B. Arriva nel secondo tempo. Cross dalla sinistra di capitan Pazzini, la palla arriva a Romulo che l’appoggia al limite a Fossati. Il centrocampista scaligero si trova davanti un muro di difensori e quindi non prova il tiro diretto verso la porta ma piazza un piatto destro a girare verso l’incrocio dei pali. Stupendo !!
Tra questi due gol, c’è il momentaneo pareggio dello Spezia e il gol che è in comproprietà tra Pazzini e il difensore spezzino Datkovic; difficile capire a chi assegnarlo. L’azione si sviluppa in questo modo: Siligardi se ne và sulla destra e mette al centro un cross dove si avventano Pazzini e Datkovic, la palla sembra essere sfiorata dal nostro attaccante e batte sul difensore ligure Datkovic arrivato in maniera scomposta. Questo rimballo finisce in rete nonostante il tuffo di Chichizola.
L’ultimo gol è quello di Romulo, altro beniamino della tifoseria rossoblù. Bisogna premettere, come ha detto lui a fine partita, forse non ha mai macinato tanti chilometri di corsa come quelli fatti con lo Spezia. Quindi, in riferimento alla palma di migliore in campo, se Fossati ha dato tanta qualità al gioco dell’Hellas, Romulo ha sfoggiato una quantità di gioco impressionante…ed il gioco del calcio è fatto proprio di questo: qualità e quantità.
Per questo il gol di Romulo è strameritato. Siamo quasi al 90°: Zaccagni recupera una palla nella nostra metà campo e s’invola verso l’area avversaria, trascina nella ripartenza tutto il Verona. Si accorge che sulla sua destra c’è un giocatore che continua a correre più di tutti, su un campo reso quasi proibitivo dalla pioggia, ….è Romulo. Gli passa la palla e lui entra in area…aspetta l’uscita del portiere e, con una lucidità da puro attaccante, lo scavalca con un pallonetto.
Infine, un apprezzamento doveroso ai circa 500 tifosi gialloblù che indomiti, anche di fronte al maltempo hanno seguito la squadra in Liguria. Anche in questo dimostriamo di essere una squadra da serie A e il merito di questo poker è anche loro. !!
Illustrazioni a cura di Giuseppe Pannacchione





