E’ doveroso partire dalla tifoseria veronese.
Un gran colpo d’occhio al Bentegodi dove c’erano circa 15.000 spettatori ad incitare il Verona.
Un Verona che veniva da due sconfitte consecutive, che mettevano sicuramente a rischio il primo posto in classifica e la stabilità che la squadra aveva raggiunto nella prima parte del campionato.
Una vicinanza così forte e vigorosa da parte dei tifosi veronesi che ha reso obbligatoria una prestazione all’altezza da parte della squadra.
La partita è stata difficilissima, perchè davanti avevamo un’ottima squadra che ha atteso il Verona, lo ha fatto giocare e dominare, ma che ha “punto” tanto da creare un elevato numero di nitide occasioni da reti.
A causa dell’assenza di Pisano, Pecchia ha, come già fatto altre volte, fatto retrocedere a destra Romulo e sulla linea difensiva a quattro ha posizionato anche Bianchetti, Caracciolo e Souprayen.
A centrocampo, ha lasciato in panchina Maresca per proporre il trio Zaccagni, Fossati, Bessa.
Invece in attacco, ad affiancare Pazzini, il solito Siligardi e sulla sinistra Luppi.
Dopo alcuna azioni in profondità che hanno sortito un nulla di fatto, ci prova dal limite Souprayen che, in caduta, riesce ad calciare ma la risposta di Micai è ottima e devia in angolo.
Al 30° Fossati vede partire sulla linea del fuorigioco Pazzini e lo serve con un lancio di destro. Il capitano stoppa la palla, ma più svelto di lui è Moras che lo anticipa e mette in calcio d’angolo.
Dopo un’occasione sprecata da Luppi, a pochi minuti dalla fine del primo tempo, il Bari spreca una ghiotta occasione: Sabelli dalla destra mette al centro per il numero 4 del Bari, Romizi, il quale indisturbato al centro dell’area avrebbe tutto il tempo di battere a colpo sicuro ed invece spara altissimo.
Dal punto di vista tattico, in questa azione si sono ripetuti gli stessi errori che si erano visti con il Novara, cioè avversario che scende sulla destra e centrocampista al centro liberissimo di calciare.
Per fortuna, questa volta il risultato è stato diverso.
Inizia la ripresa e subito il Bari ha un’altra occasione: De Luca scende sulla destra e mette al centro, Romulo anzichè spazzare appoggia la palla all’indietro che viene ripresa dallo stesso De Luca il quale colpisce da pochi passi ma la palla schizza fuori.
Di nuovo il Bari in attacco: su una punizione pennellata di Romizi, Brienza penetra nella difesa veronese anticipando tutti con il sinistro ma la palla esce di poco a lato.
Il Verona adesso cerca di finalizzare un pò di più.
Romulo lancia verso capitan Pazzini che allarga al volo sulla destra per Valoti, il quale però non angola il tiro e spara addosso a Micai.
Comunque, il Verona è sempre più convinto di volere tutta la posta in gioco; viene annullato (giustamente) un gol a Luppi su un gran colpo di testa di Pazzini.
L’Hellas spinge sempre di più e su un calcio d’angolo del solito Romulo arriva il gol: la palla arriva al centro dove Valoti stacca di testa e mette la palla sul secondo palo, dove come un aquila si getta Pazzini che la infila in porta in scivolata, nonostante l’ultimo tentativo di Micai.
Comunque, partita durissima contro un Bari rognoso ma l’importante ora è che siamo nuovamente soli in testa.
Ultima considerazione importante: bisogna sottolineare anche l’accoglienza che la tifoseria ha tributato al difensore greco Vangelis Moras che per diversi anni ha onorato la maglia gialloblu e forse allontanato troppo in fretta, dopo la retrocessione, soprattutto dopo aver visto oggi come ha guidato la difesa del Bari.
Illustrazioni a cura di Giuseppe Pannacchione.


