La continuità di risultati che auguravamo dopo la partita contro la Salernitana, purtroppo non c’è stata ma questo anche a causa di una delle migliori squadre che si siano viste al Bentegodi in questa annata; il Benevento ha tutte le carte in regola per aspirare ai play-off e alla serie A.
Il Verona ha dato comunque la dimostrazione di non volersi arrendere mai nonostante sia andata due volte e questa è una dimostrazione di grande carattere.
Le due squadre hanno dato vita ad una partita esaltante, piena di emozioni e condita di bel gioco,l in quanto sia i ragazzi di Pecchia che quelli di Barone si sono affrontati a viso aperto, senza il timore dell’avversario.
I gialloblu sono stati schierati con Nicolas in porta; in difesa, a partire da destra, con Pisano, Bianchetti, Caracciolo e Souprayen; a centrocampo Fossati e Zuculini si sono occupati maggiormente della fase difensiva mentre Romulo, Bessa e Luppi avevano il compito di assistere capitan Pazzini.
Da subito si è vista la forza del Benevento e al 10° era già in vantaggio con Karamoco Cissè (un ex), il quale combatte ai limiti dell’area per conquistare il pallone e dopo esserci riuscito ai danni di Souprayen, anticipa con un forte rasoterra l’entrata di Caracciolo e batte inesorabilmente Nicolas.
Ma passano appena 10 minuti e il Verona pareggia: Bessa, dal vertice sinistro dell’area di rigore, attende la sovrapposizione di Souprayen e lo serve. Il laterale sinistro crossa al centro e Luppi anticipa sia Cragno che Lucioni con un intervento a mezz’altezza.
Ma il Benevento non si spaventa e si rigetta nuovamente all’attacco e dopo appena 7 minuti passa nuovamente in vantaggio: Ciciretti pennella una punizione all’interno dell’are, il più veloce di tutti è Lucioni che di destro infila un’incolpevole Nicolas…..e siamo di nuovo sotto.
Il Verona, spinto dal pubblico del Bentegodi, spinge e crea delle azioni facendo girare il pallone. Bessa e Souprayen vanno entrambi vicini al gol.
Al 73° viene espulso Cissè e poco dopo la stessa cosa succede anche a capitan Pazzini.
In quest’ultimo caso cerchiamo di essere obiettivi e raccontiamo cosa è successo: la palla stà arrivando nell’area piccola dell’area di rigore e il portiere Cragno è in anticipo, mentre il difensore Venuti lo protegge dall’arrivo di Pazzini. L’attaccante gialloblu tenta comunque lo stesso di allungare la gamba per arrivare sul pallone ma nel frattempo Venuti con il corpo spinge Pazzini verso Cragno e tra i due c’è contatto.
L’arbitro espelle il capitano ma oggettivamente è difficile capire se ci sarebbe stato lo stesso contatto, tra Pazzini e Cragno, senza la spinta di Venuti; così raccontata ci sembra veramente eccessiva l’espulsione del nostro capitano.
Comunque, la partita non è finita.
Al 90°, quando sembra ormai che la sconfitta sia inevitabile, l’instancabile Souprayen sentra in area sulla sinistra inseguito da Venuti, il quale cerca di anticipare il brasiliano buttando la palla in calcio d’angolo ma questo tentativo và a vuoto perché con la gamba destra prende in pieno il polpaccio sinistro di Romulo. Il rigore è sacrosanto.
Lo stesso Romulo, vista l’assenza di Pazzini, và sul dischetto e spiazza Cragno ed è il pareggio meritato.
Giustamente Fusco alla fine della partita se la prende con l’arbitro sia per l’espulsione di Pazzini e per il mancato recupero.
Adesso il Frosinone è ad un solo punto di distanza, essendo passato a Latina e la prossima giornata ci vedrà sul campo dell’Avellino, una squadra che lotta per non retrocedere.
Illustrazione a cura di Giuseppe Pannacchione.



