La partita con il Novara è stata come un brusco risveglio… un ritorno alla realtà…un ritornare con i piedi per terra.
Qualche settimana fà, lo avevamo detto che, statisticamente, il campionato di serie B è uno dei
campionati con maggiori sorprese e in questa settimana un’amara sorpresa è toccata a noi.
Pecchia ha impastito anche questa volta un 4-3-3, con la linea difensiva composta, partendo da desta, da Pisano-Caracciolo-Bianchetti-Souprayen; a centrocampo, il trio che fino ad ora ha fatto benissimo in quanto a qualità e quantità, Romulo-Fossati-Bessa; in attacco Siligardi-capitan Pazzini-Valoti.
Il Verona non ha mai portato grandi pericoli, l’unica azione degna di nota è stata all’inizio partita quando su un cross dalla sinistra di Pisano, Valoti si è accentrato e anticipando tutti con un bel colpo di testa ha indirizzato la palla vero l’angolo alto, ma Da Costa con un tuffo plastico ha bloccato ottimamente il pallone.
Su questa parata occorre fare un’annotazione tecnica generale. Oggi, rispetto a tanti anni fa, i portieri sono maggiormente portati a respingere la palla piuttosto che a bloccarla; ciò è sicuramente dovuto a due aspetti:
- palloni più leggeri e che prendono direzioni imprevedibili (prima la palla aveva una direzione unica dall’inizio alla fine ed era più dura) e i portieri trovano sicuramente più facile respingere che bloccare;
- viene maggiormente privilegiata la tecnica della partecipazione al gioco del portiere (ad esempio, quale ultimo difensore con uscite anche fuori dall’area oppure come primo giocatore nell’impostazione di una fase di gioco).
Nel caso del colpo di testa di Valoti, rivediamo invece una bella parata con il bloccaggio del pallone.
Ritorniamo alla partita: la sconfitta deve comunque far pensare e deve essere un punto di ripartenza.
Cerchiamo di capirne i motivi:
- le azioni più pericolose sono quasi tutte venute sulla linea sinistra della squadra, ciò naturalmente senza dover incolpare singolarmente chi ha occupato quella zona ma naturalmente è stata una mancanza di tutta la compagine scaligera. Il Novara, ha capito che quello era oggi il punto debole ed ha più volte spinto sul loro lato destro offensivo;
- le ripartenze del Novara sono state letali e la squadra di mister Pecchia si è fatta trovare impreparata. Merito comunque, al mister Boscaglia, che non si è limitato a impostare una partita improntata alla difesa strenua del risultato ma che ha probabilmente impostato durante la settimana una serie di allenamenti sulle ripartenze veloci, soprattutto sugli esterni;
- dopo il primo gol subito (forse in fuorigioco ma non deve essere un alibi), il Verona non ha saputo alzare il ritmo e l’intensità della partita;
Veniamo ai gol:
- Galabinov (forse in fuorigioco) riceve un lancio lungo sulla destra e si invola verso l’area del Verona. Dopo aver addomesticato il pallone, aspetta l’arrivo di un suo compagno di centrocampo, in questo caso Casarini, lo serve e il numero 5 novarese colpisce con un destro quasi chirurgico su cui Nicolas non può nulla;
- Dopo che il Novara ha creato altri pericoli nel primo tempo, con Farago e Galabinov e all’inizio del secondo tempo nuovamente con il bulgaro Galabinov, (sempre e solo sul nostro lato sinistro), il secondo gol è la fotocopia tattica del primo. Sansone e Farago si scambiano la palla sulla destra, quest’ultimo vede l’arrivo al limite dell’area del numero 4 Viola e lo serve. Anche in questo caso, sinistro preciso e potente dove Nicolas non accenna nemmeno alla parata. In entrambi i gol bisogna sottolineare che i due centrocampisti sono stati pronti a seguire l’azione ed entrambi sono stati liberi di calciare.
- Terzo gol. Sansone sulla destra appoggia la palla a Dickmann il quale pennella al centro un cross per Farago. La difesa gialloblu sbaglia il fuorigioco e il giocatore novarese ha tutto il tempo di stoppare la palla e di destro infilarla alle spalle dell’incolpevole Nicolas;
- Ultimo gol. A rischio di ripeterci, azione sul lato destro dell’attacco del Novara. Casarini palleggia con la palla, alzandosela con il ginocchio, poi stoppandola di petto e sempre al volo passandola a Viola che aveva seguito l’azione, il quale anche lui stoppa la palla di petto e prima che cada a terra pennella di sinistro un lancio per l’accorrente Kupisz. Il quale anche lui stoppa il pallone e, nonostante sia inseguito dal subentrato Luppi, riesce a mettere al centro dove Galabinov compie una prodezza effettuando un colpo di tacco, beffando contemporaneamente Pisano e Nicolas.
La partita prossima con il Cittadella, cade “a pennello”. Dopo una sconfitta così sonora è molto meglio dover incontrare una diretta inseguitrice in modo da mettere subito a frutto l’insegnamento che deriva dagli errori fatti con il Novara.
Ultima analisi, il pubblico veronese. Ha incitato la squadra dal primo all’ultimo minuto, comprendendo la giornata no della propria squadra e facendola uscire ugualmnte tra gli applausi. Encomiabili !!
Illustrazioni a cura di Giuseppe Pannacchione.






