Purtroppo il derby è andato male e dispiace molto perché lo abbiamo dovuto affrontare senza due pedine fondamentali come capitan Pazzini e Bessa.
E diciamoci la verità, ogni tifoso veronese avrebbe dato qualsiasi cosa per non perdere questa partita e che le rispettive tifoserie fossero ai ferri corti lo si è visto del pre-partita, in una città praticamente blindata.
Il mister Pecchia ha schierato davanti a Nicolas, una difesa con Romulo sulla destra, Bianchetti e Caracciolo al centro e il solito Souprayen sulla sinistra. A centrocampo, ad affiancare Fossati c’erano Valoti e Zaccagni. Mentre in attacco, il sostituto di Pazzini al centro è stato Ganz, affiancato da Luppi e Siligardi.
Come ogni derby che si rispetti, và sempre preso con le molle. Il Verona aveva tutto da perdere, in quanto prima in classifica, mentre al Vicenza, navigando in fondo alla classifica, nessuno avrebbe potuto rimproverare nulla.
A dire la verità, il Verona ha iniziato anche bene la partita ma si è persa man mano. L’azione più interessante del Verona è quello descritto nel disegno qui sotto dove Luppi prova con una staffilata dal limite dell’area ma Benussi è pronto a non farsi sorprendere.
Il gol vicentino, appena scorto nella nebbia, è arrivato nella ripresa grazie a Galano, che è riuscito ad infilare Nicolas dopo un passaggio di Bellomo.
Oltre, all’episodio con il Vicenza, bisogna fare però una considerazione più generale e cioè che nelle ultime cinque gare, l’Hellas ha perso tre volte, pareggiato una e vinto una; ed è stata un’involuzione sia di gioco che di risultati.
E’ questa la cosa più preoccupante.
Come ha detto giustamente il direttore sportivo Filippo Fusco, nel dopo partita, è l’ora di non lasciarsi andare a grandi discorsi o analisi ma occorre lavorare sodo e ricominciare dalla prossima partita.
Questo la squadra lo deve soprattutto alla tifoseria che anche a Vicenza, in una trasferta delicatissima, non ha fatto mancare neanche per un minuto il suo supporto.


