Una corsa rosa equilibrata e senza dominatori (o, forse, senza cannibali) era quello che avevamo rappresentato nell’ultimo nostro pezzo https://ilgiornaledeiveronesi.it/attualita/spazio-sport/ciclismo/giro-ditalia-in-stand-by-e-lanno-di-thomas/, e, infatti, così, si é verificato. Anche sulle Alpi nessuna impresa e nessuna azione di rilievo e, di conseguenza, lotta tra i big sul filo dei secondi sino alla fine con la vittoria decisa nella penultima tappa di sabato 27 maggio. Quando ormai il britannico Thomas pregustava il trionfo (sarebbe stato il vincitore più maturo nella storia della nostra gara ciclistica a 37 anni), lo sloveno Roglic nella cronoscalata del monte Lussari lo spodesta (e questo nonostante un brivido per un problema meccanico a metà arrampicata!). Primoz vince così il suo Giro d’Italia. Una bella rivincita per un atleta che era considerato ormai sulla via del tramonto.
Ma chi è questo questo corridore cresciuto nel salto con gli sci e passato poi al ciclismo? La sua é stata una ascesa graduale ai vertici delle classifiche mondiali. Dapprima ha ottenuto vittorie parziali e dignitosi piazzamenti in corse a tappe brevi, poi sono arrivati anche ottimi risultati in corse a tappe di tre settimane (su tutti il quarto posto nel Tour de France 2018). Prima di oggi, però, non gli sono mancate grandi delusioni come il terzo posto nel Giro 2019 (dove era il favorito) e, soprattutto, il secondo nella Grande Boucle 2020 travolto dal fenomeno Pogacar. Alle amarezze, però, hanno fatto seguito molte soddisfazioni come diverse vittorie in gare di una settimana (due Tirreno-Adriatico e due Parigi-Nizza su tutte), tre vittorie alla Vuelta di Spagna consecutive (2019, 20 e 21), una Liegi e una medaglia olimpica a Tokyo. Era considerato finito di fronte ai giovani Pogacar, Vingegaard ed Evenepoel, invece porta a casa una “rosa” nella quale partiva sì tra i favoriti, ma tra molti dubbi. Primoz, quindi, di nome e di fatto.
Questa è la classifica generale finale:
1. Roglic
2. Thomas a 14”
3. Almeida a 1 15”
4. Caruso a 4 40”
5. Pinot a 5 43”
di Matteo Peretti

