Verona, 106 anni fa. 14 novembre 1915, tra le ore 8:10 e le 8:40: tre aerei Etrich Taube (taube, in italiano Colomba, sic, modello di monoplano monomotore approntato dall’aviatore ed ingegnere austro-ungarico Ignaz “Igo” Etrich nel 1910) nemici sorvolarono la città e lasciarono cadere delle bombe su piazza Erbe che, stando alle notizie riportate dall’“Arena”, provocarono 30 morti, 29 feriti gravi e 19 leggeri. Le gravi condizioni di alcuni feriti, nei giorni successivi, accrebbero il numero delle vittime dapprima a 35 e, poi, a 36 (sempre secondo gli aggiornamenti del giornale). Tra i deceduti risultarono anche lo scultore Attilio Spazzi…
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Pare che a Verona sia indigesto far collocare “pietre d’inciampo”, in tedesco Stolpersteine, nel selciato (marciapiede o strada), possibilmente negli immediati paraggi delle abitazioni o nei luoghi stessi dove ebrei, partigiani, oppositori vennero arrestati, prelevati, tenuti prigionieri dai nazifascisti e poi deportati in Lager hitleriani dove trovarono la morte. La “pietra d’inciampo” consiste in una targa d’ottone apposta sulla facciata superiore d’un blocchetto in pietra dalle dimensioni d’un sampietrino (cm 10 x cm 10 x cm 10), semplice ma efficace nel suo incidere il ricordo d’una tragedia umana individuale, inanellata ad un immane destino comune con altre che e assunse…
