Cari Lettori,
oggi voglio sottoporvi una importante dichiarazione di intenti, firmata pochi giorni orsono tra Italia e Francia, in materia di lotta al traffico di stupefacenti via mare.
Scordatevi pertanto i dispetti che negli scorsi anni si sono fatti Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron (più quest’ultimo verso Giorgia veramente, che non il contrario), scordatevi anche quella annosa gelosia che da secoli i cugini francesi nutrono verso les italiens ed il loro ingegno irraggiungibile. Tutto passato.
Certo, che tra Francia ed Italia i rapporti non siano stati sempre idilliaci, è un dato di fatto che risale nella storia delle due nazioni, che le ha visto spesso alleate, ma molte altre volte contrapposte, sia militarmente che economicamente. Su un tema specifico però sono sempre andate d’accordo, e ci riferiamo alla lotta decennale al traffico internazionale di stupefacenti via mare.
Tra i due paesi esisteva già fin dagli anni ‘90 un Accordo Di Cooperazione Italo-Francese, che prevedeva lo scambio delle informazioni attinenti alle c.d. situazioni di superficie, e cioè il monitoraggio del traffico commerciale e diportistico nelle rispettive aree di intervento, ipoteticamente connesso ai traffici illeciti, oltre alla possibilità di utilizzare le basi operative dei due Paesi per missioni aeronavali di vigilanza. Oltre questo accordo tecnico, i nostri due Paesi sono parti attive della Convenzione Di Vienna del 1988, rivolta a tutti gli Stati contraenti (oltre 180 Stati Parte) e che, all’art. 17, prevede l’adozione di forme di cooperazione: “in tutta la misura del possibile in vista di porre fine al traffico illecito via mare in conformità con il diritto internazionale del mare”.
In particolare, il citato Art. 17 prevede che uno Stato parte può chiedere ad un altro Stato, avendone fondati motivi, di essere autorizzato ad intervenire su una nave battente bandiera di quest’ultimo e quindi a:
a) Fermare la nave in alto mare per ispezionarla;
b) visitare la nave;
c) prendere adeguati provvedimenti nei confronti della nave, delle persone che si trovano a bordo e del carico.
Come da Comunicato Stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Venerdì 4 Maggio 2026, a margine del Vertice della CPE – Comunità Politica Europea – di Yerevan (Armenia), è stata formalizzata, tra la nostra Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ed il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, che hanno presieduto congiuntamente la seconda riunione della Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD), una iniziativa tra i due Paesi alleati, allo scopo di rafforzare ulteriormente la cooperazione nel contrasto al traffico di stupefacenti.
“Le Nazioni aderenti, le Istituzioni europee e il Consiglio d’Europa – come testualmente recita il comunicato italiano – hanno discusso le iniziative concrete di cooperazione proposte da Italia e Francia per il 2026 e adottato una nuova dichiarazione congiunta per indirizzare il lavoro dei prossimi mesi.”
L’incontro di Yerevan segue un primo incontro tenutosi a Copenaghen nell’ottobre 2025 e pone l’accento su tre pilastri distinti:
(1) Contrastare il traffico illecito di droga, in particolare per quanto riguarda il traffico marittimo e portuale;
(2) Affrontare le minacce associate di flussi finanziari illeciti, riciclaggio di denaro e corruzione;
(3) Rafforzare le misure politiche per ridurre la domanda, i rischi e i danni derivanti dall’uso di droghe, comprese le minacce emergenti delle droghe sintetiche.
Per quanto riguarda il contrasto ai traffici di droga via mare, viene focalizzata l’attenzione verso nuove forme di trasporto, quali l’uso di imbarcazioni veloci e di narco-sommergibili.
L’esigenza di un cambio di rotta, così come formalizzato da Italia e Francia, nasce essenzialmente dagli ultimi sviluppi operativi, in cui è stata la stessa Europol a lanciare l’allarme sulle nuove rotte della cocaina in Europa e sulle nuove procedure adottate dalle organizzazioni criminali. Infatti, nel settembre e nel novembre del 2025, e successivamente nel gennaio del 2026, le polizie di Portogallo e Spagna, grazie anche alle notizie fornite dai servizi informativi di altri paesi europei, hanno operato il sequestro di svariate tonnellate di cocaina, trasportate da mini sommergibili che navigavano a pelo d’acqua onde eludere la sorveglianza radar delle Unità Navali. Da qui l’esigenza degli altri Paesi, quali appunto Francia ed Italia, di attivarsi per contrastare il fenomeno indicato.
Cordialmente, il Vostro Colonnello.

