(AVN) Venezia, 26 ottobre 2017
“Mentre De Menech parla e distribuisce colpe, a tutti meno che alla maggioranza e al Governo di cui fa parte, la Regione Veneto fa. La differenza è tutta qui. La risposta alle sue chiacchiere è l’esito del referendum sull’autonomia del Veneto e il concreto cammino autonomista avviato, e senza ritorno, dal Presidente Zaia con l’appoggio di tutta la sua Giunta, me compreso. Capisco che De Menech ne soffra ma, mi creda, oggi più che mai gli conviene zittirsi”.
Con queste parole, l’Assessore regionale bellunese Gianpaolo Bottacin risponde alle dichiarazioni polemiche affidate dal Parlamentare del PD Roger De Menech alla stampa locale sulla questione di Sappada e dei Comuni che vogliono passare a un’altra Regione o Provincia Autonoma.
“De Menech – aggiunge Bottacin – rivolge alla Regione un’accusa inverosimile come quella di aver tergiversato senza governare il problema: pura falsità che respingo al mittente. Dov’era questo paladino delle genti bellunesi quando negli anni scorsi, per ben due volte, fu bloccato a livello nazionale il tentativo del Veneto di ottenere maggiore autonomia? Dov’è stato fino a oggi? Cosa ne pensa della guerra dichiarata all’autonomia del Veneto dal suo Sottosegretario, il bellunese Bressa eletto a Bolzano, patria dello statuto speciale? Mentre noi lavoriamo con i fatti, lui rifletta dove hanno portato i fiumi di parole sue e dei suoi”.
“La questione dei Comuni di confine è reale, come sono reali i disagi dei loro abitanti – aggiunge Bottacin – ma l’unico modo di risolverla è rimuovere il problema alla radice, che significa avere anche per il Veneto, e quindi per Belluno, quell’autonomia che oggi, ancora non per molto, porta benefici appena aldilà dei passi montani e spinge i veneti di confine verso altri lidi. Con il referendum e il disegno di legge che ne è scaturito – conclude Bottacin – la Regione cammina sempre più velocemente verso questa soluzione. Fossi in De Menech userei le energie per contribuire a questo cammino invece che per distribuire insufficienze dalla cattedra”.

