In relazione a un articolo della Tribuna di Treviso, pagina di Vittorio Veneto (“Nasce solo un bimbo al giorno / Ostetricia verso lo stop definitivo”), in cui si paventa che dal 2019 il punto nascite di Vittorio Veneto possa cessare l’attività, l’ufficio stampa della Giunta Regionale puntualizza quanto segue:
– la norma introdotta dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin fa obbligo di chiudere i punti nascita sotto i 500 parti/anno;
– tuttavia, fino ad oggi, per esplicita volontà del Presidente del Veneto, nessun punto nascita è stato chiuso e nessuna volontà di chiusura è stata espressa relativamente a quello di Vittorio Veneto né in sede politica, né, tantomeno, in sede amministrativa;
– anzi, alcuni punti nascita come quello di Portogruaro sono stati riaperti e potenziati;
– se si utilizzasse il criterio paventato nell’articolo, altri punti nascita sarebbero già chiusi da tempo;
– il problema non è, infatti, relativo alla volontà di chiusura del punto nascita, bensì alla carenza di medici disponibili che limita l’operatività delle strutture, come nel caso di Pieve di Cadore, che non è chiuso ma temporaneamente sospeso fino a reperimento del personale sanitario;
– la Ulss trevigiana ha già chiesto e ottenuto dalla Regione l’autorizzazione per l’assunzione di cinque pediatri, ma il numero dei medici che ottengono ogni anno la specializzazione in questa disciplina – per effetto di una errata programmazione nazionale – non consente la copertura degli organici. E ciò non soltanto relativamente ai punti nascita;
– sono già stati indetti, sempre dalla ULSS trevigiana, ben cinque concorsi per assunzioni in pediatria, andati regolarmente deserti.

