Venezia, 4 settembre 2025
“È assurdo che siano proprio i borseggiatori a sentirsi legittimati a denunciare i cittadini che, richiamando l’attenzione e pur rischiando in prima persona, cercano di documentare e segnalare il malaffare. Siamo al capovolgimento della realtà: la vergogna non può essere di chi difende Venezia, bensì dei delinquenti che la sfruttano per rubare e rapinare. Non accetto questo ennesimo gesto di spregio da parte delle bande di pickpocket”.
Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta le notizie di stampa secondo le quali sarebbero ora i borseggiatori a presentare denuncia contro i “cittadini non distratti”, impegnati a filmare e segnalare la loro presenza.
“Lo ribadisco – sottolinea il Governatore – non si tratta di giustizialismo, ma di protezione dell’identità, dell’immagine e dell’onorabilità della nostra città e del nostro territorio. Venezia non può essere raccontata come un luogo pericoloso e il Veneto non può tollerare atteggiamenti di impunità ormai diventati cronici. Grazie dunque ai cittadini che, con senso civico, documentano gli atteggiamenti dei borseggiatori e li segnalano alle Forze dell’Ordine tra calli, vaporetti e campi del capoluogo lagunare. Se i cittadini, i gondolieri e molti commercianti sono ridotti a fare video e rincorrere ladri e rapinatori, è perché le leggi di questo Paese non li mandano in galera: altrimenti i borseggiatori non ci sarebbero più. Polizia, Carabinieri, Polizia Locale e tutte le Forze dell’Ordine – da sempre impegnate sul campo – meritano il nostro plauso. Stanno fronteggiando una situazione che definire emergenza è poco: non siamo davanti a microcriminalità, ma a vere e proprie organizzazioni ben strutturate, in grado di incassare fino a 2-3 mila euro al giorno. Gli arresti e le denunce – molti riguardanti minorenni – evidenziano la complessità del problema: interventi utili ma non sufficienti”.
“In questo contesto – conclude il Presidente – diventa urgente agire con strumenti innovativi e concreti, non limitandosi alla sola indignazione. Ecco perché ho proposto l’introduzione del braccialetto elettronico per i borseggiatori recidivi, magari abbinato a un Daspo urbano che impedisca il ritorno in aree sensibili come San Marco, Piazzale Roma e gli imbarcaderi. Se necessario siamo anche disposti a finanziare l’acquisto dei dispositivi, perché la sicurezza dei cittadini e dei turisti viene prima di tutto”.

