Venezia, 8 agosto 2025
Dopo l’intesa raggiunta lo scorso 28 luglio tra Regione del Veneto e le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria e del comparto, con cui era stata definita la misura di welfare integrativo pari a 350 euro annui per ciascun dipendente sanitario e sociosanitario in servizio al 1° settembre, è stato oggi sottoscritto anche il verbale di confronto con le sigle sindacali del comparto sanità per la definizione dei criteri di distribuzione delle risorse tra le aziende ed enti del SSR e degli indirizzi per la contrattazione integrativa aziendale.
“Si tratta di un passaggio significativo – dichiara l’assessore Manuela Lanzarin – perché tutte le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto l’accordo, segno di una piena condivisione sui contenuti e sugli obiettivi.Mettiamo a disposizione risorse importanti, che saranno distribuite tenendo conto sia della necessità di perequazionetra le diverse aziende, sia del maggiore disagio territorialein cui operano alcune strutture”.
Nel verbale firmato oggi, oltre alla conferma della quota welfare già definita, è stata stabilita la ripartizione delle restanti risorse sulla base di criteri trasparenti e coerenti con la normativa regionale: l’85% sarà distribuito in base a criteri perequativi, mentre il 15% sarà assegnato tenendo conto di un indicatore di disagio territoriale, già adottato per il riparto del fondo sanitario regionale. Si tratta di circa 14,5 milioni di euro che andranno a incrementare i fondi contrattuali che, sommati ai 15, 5 dedicati al welfare, portano a circa 30 milioni di euro l’importo complessivo annuo messo a disposizione dalla Regione per il personale del comparto sanità.
Sono stati inoltre forniti indirizzi chiari per la contrattazione aziendale, con l’obiettivo di indirizzare le risorse verso i contesti lavorativi più complessi, come i servizi organizzati su turni nelle 24 ore. Tra le priorità:
- l’incremento delle indennità di pronta disponibilità e di turno notturno;
- il riconoscimento dell’indennità per unità operative particolarmente complesse, con particolare riferimento a medicina interna, geriatria e salute mentale;
- sostegno alla copertura dei servizi con risorse dedicate a specifiche progettualità nei contesti disagiati.
“Il Veneto è la prima Regione italiana ad aver ottenuto l’autorizzazione dal MEF per l’applicazione di questa misura – conclude l’assessore – e a renderla operativa in tempi rapidi con l’accordo delle parti sociali. È una scelta concreta che sostiene il reddito dei lavoratori, valorizza i contesti più impegnativi e rafforza l’attrattività del nostro sistema sanitario.”

