(AVN) – Venezia, 18 maggio 2018
“Non smantellare l’alternanza scuola-lavoro e investire negli istituti tecnici, vera autostrada per il mondo del lavoro”. Questo il messaggio che l’assessore regionale alla scuola, alla formazione e al lavoro ha affidato agli allievi dell’Istituto professionale di stato “Enrico Bernardi” di Padova nell’incontro promosso dagli stessi studenti dell’istituto di via Manzoni. Al centro del ‘faccia a faccia’ tra assessore e studenti, il futuro occupazionale delle scuole tecniche, l’alternanza scuola-lavoro, le competenze necessarie per il lavoro di domani e il ruolo della Regione e delle istituzioni nel facilitare l’incontro tra formazione e occupazione.
“Il Veneto è stata la prima regione in Italia a sperimentare l’alternanza scuola-lavoro nel 2003, e a codificarla come elemento strutturale dell’offerta formativa nel ‘sistema educativo’ provando ad introdurla anche nei licei, prima che diventasse un obbligo nazionale – ha premesso l’assessore – Non abbiamo avuto dubbi nel proporre su scala nazionale ed estendere a tutti gli indirizzi scolastici l’esperienza dell’alternanza, perché già testata nel mondo della formazione e dagli istituti professionali con ottimi risultati”.
“Con 22 mila aziende che quest’anno hanno inserito studenti in alternanza, vale a dire una su 3, il Veneto è la seconda regione in Italia, dopo la Lombardia, ad aver dato applicazione a questa opportunità di orientamento, formazione e crescita – ha ricordato l’assessore – Negli ultimi cinque anni sono stati 15 mila gli studenti che in Veneto hanno vissuto esperienze di alternanza scuola lavoro, grazie alla disponibilità delle imprese e degli enti di formazione e ai 418 progetti finanziati con 5 milioni di euro dalla Regione”.
“In Veneto gli istituti tecnici e professionali come il Bernardi hanno una lunga e solida tradizione aula-laboratorio e di rapporti diretti con il mondo del lavoro– ha aggiunto l’assessore – tanto da rappresentare il naturale vivaio delle imprese del ‘mitico Nordest’ e la naturale ‘autostrada’ per fare ingresso nel mondo del lavoro, come dimostra la collaborazione in essere con le imprese del settore Automotive”.
A riprova del filo diretto tra scuola e azienda in Veneto, l’assessore ha ricordato anche i 30 mila tirocinanti ospitati ogni anno nelle imprese venete (7 tirocini su 10 si concludono con l’ingresso nel mondo del lavoro), e gli ottimi risultati occupazionali degli Istituti tecnici superiori, ribattezzati Academy, perché rappresentano l’alta formazione post-diploma, dove 9 diplomati su 10 trovano lavoro in meno di un anno ”.
“Oggi leggiamo di bozze di contratto di governo che prevedono l’abolizione dell’obbligo dell’alternanza introdotto dalla ‘Buona Scuola’ – ha concluso la referente delle politiche regionali per la scuola e il lavoro – ma così si finisce per buttar via il bambino con l’acqua sporca: nonostante le tante criticità e debolezze di quella legge, credo che la formula dell’alternanza obbligatoria per tutti sia un valore positivo da valorizzare, migliorare e potenziare. Proprio l’esperienza maturata negli istituti professionali come il Bernardi dimostra quanto un buon orientamento e la sperimentazione diretta sul campo di un mestiere aiutano a ridurre la distanza tra scuola e lavoro, a contrastare gli abbandoni e ad acquisire quelle competenze di flessibilità, adattamento e apertura all’innovazione che sono la chiave di volta per fare ingresso nel mondo delle imprese”.

