“Non è vero che il Consiglio comunale non è stato coinvolto e comunque stiamo parlando solo di annessi rustici già costruiti, non abusivi e in prossimità di opere di urbanizzazione esistenti: queste varianti danno seguito al Documento del Sindaco, esaminato dalla Commissione Urbanistica, presieduta da Ciro Maschio, il 13 gennaio 2014 e approvato dal Consiglio il 23 gennaio successivo, che precisa le linee di indirizzo della rimodulazione del Piano degli Interventi e che è stato votato dai consiglieri che facevano parte della maggioranza, compresi Di Dio e Maschio”. L’assessore alla Pianificazione urbanistica Gian Arnaldo Caleffi risponde alle critiche dei consiglieri comunali Vittorio Di Dio e Ciro Maschio sulla rimodulazione del Piano degli Interventi e sui tre avvisi che saranno pubblicati a partire dal 16 maggio.
“Le proposte di delibera presentate la scorsa settimana -spiega Caleffi- non riguardano varianti, ma avvisi agli interessati per segnalare eventuali situazioni meritevoli di essere inserite nella futura variante. Siamo convinti infatti che sia inutile discutere su come impostare la variante, prima di avere le segnalazioni: ce lo insegna il precedente della variante verde, richiesta a gran voce dall’opposizione, che ha dato luogo a due sole proposte, nessuna delle quali accoglibile.
E’ perfettamente inutile, allora, disperdersi in lunghe discussioni accademiche, prima di conoscere quali sono le reali esigenze degli interessati. Quindi, non solo non ci stiamo inventando niente di nuovo, ma ad oggi non abbiamo fatto nessuna delibera di rimodulazione, visto che la Giunta comunale venerdì prossimo licenzierà per il Consiglio la prima proposta di delibera per la variante che semplifica ed aggiorna le norme tecniche di attuazione, come richiesto dalle categorie economiche e tecnico-professionali.
La variante successiva, invece, aggiornerà le previsioni cartografiche, prevedendo l’inclusione nel Piano delle schede norma che il Consiglio comunale ritenne ammissibili, e che possono essere inserite oggi, dopo la rinuncia di circa un centinaio di aree inserite nel 2011. In questa variante, troverà spazio anche la disciplina del recupero degli annessi rustici sulle colline, che riguarderà solo gli edifici esistenti, che potranno essere recuperati ma non ampliati. Sarà possibile la riconversione solo dei rustici già costruiti, a condizione che non siano abusivi e che siano in prossimità delle opere di urbanizzazione, senza che ci sia la necessità, quindi, di costruire nuove strade o di abbattere boschi per portare i servizi.
La rimodulazione del Piano è necessaria perchè la crisi economica ha ridimensionato le disponibilità e le aspettative del settore edilizio; inoltre quattro anni di applicazione di una normativa fortemente innovativa quale quella di Verona, rende ora necessaria una sua messa a punto.
Purtroppo -conclude Caleffi- è stato sollevato un polverone sugli annessi rustici, che sono un piccolo dettaglio rispetto al quadro di insieme, che prevede questioni molto più importanti, come il riuso delle aree degradate e la specificazione delle aree di riconversione urbanistica”.

