Il Comune potrà così programmare in modo unitario gli interventi di manutenzione strutturale e di restauro, proseguendo il lavoro già avviato su Porta Vescovo, Porta San Giorgio e le rondelle della Grotta e di San Zeno in Monte, e programmando i prossimi cantieri su Porta Nuova e Porta Palio. Si sbloccherà inoltre l’iter per la riqualificazione degli edifici dei giardini di Raggio di sole
Un altro passo avanti verso la proprietà dell’intero compendio delle Mura Magistrali è stato fatto oggi dalla Giunta che ha licenziato la proposta di delibera per il Consiglio Comunale, presentata dalla assessora al Patrimonio e ai Beni Culturali e vicesindaco Barbara Bissoli, con cui si conferma formalmente la richiesta di trasferimento a titolo gratuito al Comune di Verona della porzione della Cinta Magistrale ancora di proprietà dello Stato, ai sensi dell’articolo 15 bis del Decreto Legge n. 13/2023, convertito nella Legge n. 41 del 21 aprile 2023. Il provvedimento consiliare segue il parere favorevole espresso dalla Direzione Regionale Veneto dell’Agenzia del Demanio sull’istanza di trasferimento già presentata dal Sindaco il 30 dicembre 2025. La Cinta Magistrale, riconosciuta patrimonio UNESCO nel 2000, si sviluppa per oltre nove chilometri attorno alla città e si estende su quasi cento ettari, comprendendo torri, cortine, rondelle, bastioni, fossati e terrapieni. Testimonianza di quasi duemila anni di storia dell’architettura militare, dall’epoca romana alla dominazione austroungarica, rappresenta uno dei sistemi fortificati più significativi d’Europa. L’Amministrazione comunale ne cura da decenni la manutenzione e la fruizione pubblica, gestendo la maggior parte del compendio in forza di una concessione gratuita con l’Agenzia del Demanio. Un primo tentativo di trasferimento risale risale alla legge del 1989, mai attuata, mentre nel 2012 il Comune aveva avviato un percorso, basato sul decreto legislativo 85/2010, che ha portato all’acquisizione di alcune porzioni limitate del bene. La norma del 2023 ha offerto una via più diretta, condizionata alla realizzazione di interventi di riqualificazione finanziati con risorse comunali, statali e, in parte, con fondi PNRR, PNC e PNIEC. Tra i finanziamenti indicati nell’istanza figurano quota parte dei 2.639.331,50 euro assegnati al Comune dalla Regione Veneto nell’ambito della Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile, quota parte dei 1.588.882 euro stanziati dal Ministero del Turismo per il progetto “Smart Verona, città patrimonio mondiale UNESCO”, oltre a risorse comunali per 365mila euro destinate al restauro e al ripristino di tratti murari crollati, cui si aggiunge un contributo privato di 109.063,34 euro. Il trasferimento riguarda le porzioni del compendio ancora di proprietà statale, identificate dall’Agenzia del Demanio in quattordici schede catastali distribuite lungo l’intero anello bastionato. Il passaggio di proprietà sarà formalizzato con decreto del Direttore Regionale dell’Agenzia del Demanio e prevede, tra le condizioni, il divieto di alienazione per cinque anni dal completamento degli interventi indicati e la retrocessione del bene allo Stato in caso di mancato avvio o completamento delle opere finanziate.
Dichiara la vicesindaca Barbara Bissoli: “Con l’acquisizione dell’intero compendio, il Comune potrà programmare in modo quanto più unitario gli interventi di manutenzione e di restauro della Cinta Magistrale, reperendo i necessari finanziamenti e realizzando anche su altre porzioni gli interventi già programmati su Porta Nuova, su Porta Palio e sugli accessi delle gallerie di contromina. L‘acquisizione del compendio sbloccherà anche l’iter per la riqualificazione degli edifici dei giardini di Raggio di sole, un intervento molto atteso dalla cittadinanza il cui procedimento era stato sospeso poco prima dell’estate: la riqualificazione a fini sociali degli edifici dei Giardini di Raggio di Sole da concedere a una Cooperativa Sociale del Terzo Settore, per realizzare una struttura di interesse generale in convenzione con il Comune; in occasione del necessario accatastamento dei fabbricati, infatti, è risultato che essi non sono di proprietà del Comune, ma del Demanio dello Stato, perché la loro realizzazione, pur effettuata negli anni con risorse del Comune di Verona, non è assistita da una concessione demaniale specifica. La piena proprietà della Cinta Magistrale consentirà più in generale di attivare concessioni amministrative a favore di enti, associazioni di volontariato e soggetti privati, oggi non consentite dal regime concessorio vigente, per ampliare la valorizzazione culturale, sociale e ricreativa degli spazi.”

