È stata trasferita da Verona a Mantova, nuova tappa del suo propaganda-tour in Italia, l’ambulanza ucraina pesantemente crivellata da proiettili russi nel settembre 2022 a Staryi Saltiv (abitato rurale nel Chuhuiv Raion dell’oblast’ di Kharkiv/Charkivs’ka oblast’, in Ucraina, posizionato sulla riva destra del fiume Donec/Donets o Severskij Donec/Sivers’kyj Donec’, che qui forma il bacino idrico di Pechenyhi).


La campagna di raccolta fondi per acquistare ambulanze per l’emergenza ucraina, denominata “Ukraine is calling”, ha fatto sosta nei giorni scorsi anche in piazza Bra, davanti al monumento equestre a Vittorio Emanuele II ed a cittadini e turisti a passeggio od in attesa d’entrare in Arena per l’Opera Festival.
Con l’iniziativa diretta e palpabile d’urto emotivo (la collocazione, appunto, dell’ambulanza danneggiata da un’incursione russa in un ambito altamente frequentato come piazza Bra) e con il contorno di bandiere ucraine, immagini drammatiche e didascalie inerenti all’intervento invasore di Mosca, scritte identificative (“L’ambulanza mitragliata dai militari russi a Kharkiv”) s’è innescato un meccanismo umano di pàthos e solidarietà in chiunque passasse e si fermasse. Per osservare, scambiare qualche parola con le esponenti dell’associazione Malve d’Ucraina che tanto hanno fatto per rendere possibile l’evento, fotografare, commentare apertamente od a denti stretti…








Un cartellone esposto ha sintetizzato la circostanza.
Ambulanza mitragliata –Un giorno di settembre del 2022 i medici sono stati chiamati nella zona residenziale di Kharkiv a Staryi Saltiv, dove giaceva un ferito nel seminterrato. Gli hanno prestato aiuto, ma non avuto il tempo di evacuarlo. Sono trascorsi letteralmente 30 secondi dall’arrivo dei medici sul luogo quando hanno udito il boato. È caduta la prima mina (?, n.d.t.). Quando sono usciti fuori, hanno visto un’immagine terribile. Vetro, fili, attrezzature… Tutto danneggiato. Durante gli 8 mesi di guerra furono attaccati più di 2.000 veicoli speciali e, ciò che è più terribile, in molti di essi morirono persone. Al 24 febbraio 2023, la Russia ha ucciso 106 operatori sanitari in Ucraina, 33 dei quali erano al lavoro. Dal 24 febbraio 2022 sono stati uccisi oltre 10.379 civili, di cui 512 bambini, mentre altri 19.632 sono rimasti feriti. Questa ambulanza è la prova dei crimini degli invasori russi.

Durante uno dei giorni di permanenza a Verona dell’ambulanza stavano a debita distanza a guardare l’andirivieni quattro giovani ben piantati, dal capo rasato. Supponendo fossero ucraini (come in effetti si sono poi dimostrati), è stato chiesto a loro perché fossero lì e non in Ucraina a combattere contro i russi. Tre non hanno replicato per incomprensione (vera o finta) dell’italiano mentre un quarto ha risposto d’aver già dato con il servizio militare.
No comment…
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
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