Secondo dati Istat (Istituto nazionale di statistica) al 1° gennaio 2023, i russi residenti nella provincia scaligera sono 649 (150 maschi e 499 femmine, con un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente) mentre a Verona città ammontano a 284 (57 e 227). In Veneto costituiscono un totale di 2.684 (575 e 2.109).
In città, il culto ortodosso connesso al Patriarcato di Mosca (Chiesa ortodossa autocefala) retta da Cirillo I (Kirill, al secolo Vladimir Michajlovič Gundjaev, Leningrado, attuale Sankt-Peterburg, 20 novembre 1946, sedicesimo patriarca di Mosca e di tutte le Russie, capo della Chiesa ortodossa russa) è officiato nell’ex edificio cattolico di San Salvatore Vecchio, noto pure come San Salvatore al Frignano appartenente alla parrocchia di Sant’Eufemia, in vicolo San Salvatore Vecchio, concesso dalla diocesi.


Con l’affidamento agli ortodossi, la parrocchia è stata intitolata a San Nicola Taumaturgo ed è guidata oggi dallo ieromonaco Afanasiy Potapov. Uno ieromonaco (letteralmente, “monaco sacro”), secondo la Chiesa ortodossa e nel Cattolicesimo orientale, è un religioso dall’autorità sia di monaco che di sacerdote.
Il nucleo originario dell’ex chiesa di San Salvatore Vecchio risale all’Alto Medioevo e costituì, stando ad un documento del 1159 individuato negli archivi del monastero dei Santi Nazaro e Celso, una collegiata, cioè una struttura cattolica dove la Santa Sede stabiliva un capitolo o collegio di chierici (sacerdoti) detti canonici. Il notaio Pegoraro de Guidotti, nel 1336, la annotò come sede parrocchiale, con sua soppressione secoli dopo, in forza del decreto napoleonico del 1806, assumendo poi funzioni di sussidiaria di Sant’Eufemia.
Venne rifatta secondo stile architettonico gotico nel XIV secolo e fu oggetto di rinnovamento definitivo degli interni barocchi tra i secoli XVIII e XIX, seppur priva di torre campanaria.
L’ingresso principale delle chiesa (ora di San Nicola Taumaturgo) è ubicato nel fianco meridionale dato che l’accesso in fronte è stato murato. L’aula (o piedicroce, area interna compresa tra la facciata ed il presbiterio, dove i fedeli partecipano ai riti religiosi) presenta una volta a padiglione (elemento di copertura dalla superficie curva) dotata di lunette laterali e con l’affresco intitolato “Caduta della manna”, opera di Giorgio Anselmi (Badia Calavena, Verona, 5 aprile 1723 – Lendinara, Rovigo, 30 marzo 1797). Il presbiterio risulta coperto da una volta a botte (a semi circonferenza), con pareti che accolgono un ciclo di nove dipinti ottocenteschi inerenti a vicende della biografia di San Luigi Gonzaga.





Sul prospetto che dà su vicolo San Salvatore Vecchio è stata apposta una significativa epigrafe marmorea in ricordo: “L’11 marzo 1790 in questa chiesa allora parochia con il titolo di S. Salvatore al Frignano fu battezzato don Nicola Mazza cittadino e sacerdote benemerito vero apostolo di carità il quale fondò due istituti di educazione per i figli del povero e un terzo per le missioni africane. N. 10 marzo 1790 M. 2 agosto 1865. Nel 1922 i parochiani”. Lapide che avrebbe bisogno d’un opportuno restauro per poterla leggere più facilmente dal basso…

Servizio e foto di Claudio Beccalossi

