Presentate ieri nel corso di un incontro istituzionale, alla presenza delle Forze dell’Ordine – Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale e Guardia di Finanza – le attività di Rete Dafne Verona, il servizio gratuito e riservato di assistenza alle vittime di reato attivo sul territorio dal 2021.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare la sinergia tra le istituzioni locali e il centro di supporto alle vittime nella presa in carico delle persone che hanno subito un reato.
Presenti, tra gli altri, l’assessora alla Sicurezza, Legalità e trasparenza del Comune di Verona e coordinatrice della Cabina di Regia di Rete Dafne Verona Stefania Zivelonghi, la presidente di A.S.A.V. Emma Benedetti e la Coordinatrice del Comitato Tecnico di rete Dafne Verona già ex Magistrato Isabella Cesari.
“Abbiamo ribadito con chiarezza – precisa l’assessora alla Sicurezza e alla Legalità Stefania Zivelonghi – che a Verona nessuna vittima di reato è sola. La collaborazione tra istituzioni, Forze dell’Ordine e il centro di supporto alle vittime è la risposta più efficace e umana a chi ha vissuto un momento di grave difficoltà. Il protocollo firmato con la Polizia di Stato e la sperimentazione in corso confermano che Verona, individuata tra le città di primo avvio del progetto, è in prima linea in Italia su questo tema. Rete Dafne è un presidio di civiltà per la nostra città”.
Lo scorso 18 marzo 2026 la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato ha sottoscritto con Rete Dafne Italia un Protocollo d’Intesa finalizzato a rendere strutturale la collaborazione tra le forze dell’ordine e i servizi di supporto alle vittime. Verona è stata scelta, insieme a Bologna e Mantova, come sede della fase di sperimentazione.
Il protocollo introduce un modello innovativo di “punto a punto”: già al momento del primo contatto della vittima con le forze dell’ordine – tipicamente in sede di denuncia – gli agenti possono attivare un collegamento immediato con Rete Dafne Verona, previo consenso della persona. In questo modo la vittima non viene lasciata sola dopo aver sporto denuncia, ma viene orientata fin da subito verso i servizi di supporto disponibili sul territorio.
Questo modello nasce nell’ambito del progetto europeo INVICTUS (Improving National VICtim service through Transnational Unity and Strategy), coordinato da Victim Support Europe e che coinvolge sette Paesi europei, con l’obiettivo di migliorare l’accesso delle vittime ai servizi di supporto e ridurre le lacune nel coordinamento tra istituzioni.
Rete Dafne Verona è un servizio di assistenza gratuito, riservato e indipendente, rivolto a chiunque sia vittima di qualsiasi tipo di reato, senza distinzione di genere, età, nazionalità o condizione sociale. È attiva sul territorio veronese dal 2021 ed è il risultato di una rete virtuosa tra enti pubblici e privati: Comune di Verona, Tribunale, Procura della Repubblica, Ordine degli Avvocati, strutture sanitarie e associazioni del terzo settore.
Il servizio è gestito operativamente dall’associazione A.S.A.V. (Associazione Scaligera Assistenza Vittime di reato), presente sul territorio veronese fin dal 2010, e si avvale di un’equipe di 25 professionisti e volontari: psicologi psicoterapeuti, avvocati penalisti e civilisti, mediatori penali e operatori di accoglienza.
Subire un reato non significa solo affrontare un danno materiale: spesso la vittima si trova a dover gestire uno shock emotivo profondo, disorientamento rispetto ai propri diritti, difficoltà nell’orientarsi tra gli uffici e le procedure, e il rischio concreto di essere esposta a una cosiddetta “vittimizzazione secondaria”, ovvero a un ulteriore disagio causato da risposte inadeguate o da una mancata presa in carico da parte delle istituzioni.
Rete Dafne Verona nasce proprio per colmare questo vuoto: garantire che ogni persona offesa da un crimine riceva ascolto, orientamento e supporto qualificato, indipendentemente dal tipo di reato subito e dalla propria condizione personale. Un principio sancito anche dalla Direttiva europea 2012/29/UE sui diritti delle vittime, cui il modello Rete Dafne è direttamente ispirato.
I servizi offerti
Colloquio di accoglienza: uno o due incontri con un operatore formato per ascoltare la persona, individuarne i bisogni e indirizzarla verso i servizi più adeguati, sempre con il consenso della vittima.
Informazione sui diritti: consulenza legale gratuita per chiarire alla vittima le forme di tutela disponibili, sia in sede penale (es. dinamiche del processo, tutele previste) sia in sede civile (es. possibilità di risarcimento, accesso a fondi dedicati).
Sostegno psicologico ed emotivo: percorso di supporto psicologico per rielaborare il trauma subito, rivolto a chi sente la necessità di un luogo e di un tempo dedicati per affrontare la propria sofferenza e ritrovare risorse interiori.
Consulenza medico-psichiatrica: rivolta a chi, a causa del trauma, presenta sintomi fisici o psichici che compromettono la qualità della vita. L’obiettivo è la cura dei disturbi acuti e la prevenzione della loro cronicizzazione.
Accompagnamento ai servizi del territorio: orientamento verso strutture pubbliche, del privato sociale e della giustizia già presenti sul territorio, per garantire una risposta integrata ai bisogni della vittima.
Tutti i servizi sono completamente gratuiti e garantiscono la massima riservatezza e tutela della privacy.
Come contattare Rete Dafne Verona: Comune di Verona, piazza Madonna di Campagna 1/A
045 8078950: mar. e gio. 15 – 18 / sab. 10 –12
375 7456000: lun.– ven. 16 – 18
verona@retedafne.it – www.retedafne.it

