Martedì 24 ottobre 2017 alle ore 20,30 la Biblioteca Comunale di Villafranca organizza l’incontro con il poeta Gilberto Antonioli importante letterato prosatore e saggista che ha donato durante il suo percorso letterario decine di volumi di poesie in italiano e in dialetto. Partecipano con l’autore all’evento: Laura Bronzato, giornalista, Augusta Celada ispettrice culturale del Veneto e Vera Meneguzzo giornalista. Entrata libera e al termine discussione.
“L’itinerario poetico di Gilberto Antonioli” è il tema dell’evento.
Ogni volume di poesie di Gilberto Antonioli, merita grande attenzione per il fatto che le liriche alla prima lettura ci sorprendono per la loro intensità. Il timbro acceso e appassionato e il sicuro senso del ritmo, i margini di violenza espressiva, sono segni di una poesia vissuta ed espressa in toni di partecipazione viva, che si fa carico di un sentimento umano che percorre il testo a tutto campo, anche là dove non sembra imporsi perché abilmente e sottilmente nascosto, ed è un sentimento acuto, profondo, coinvolgente.
Notiamo, fin dall’inizio, una spasimante energia metaforica, che trova soluzioni inedite e ardite. Il ritmo è inserito nel codice genetico della poesia italiana, ma anche di quelladi cui Antonioli si impossessa con grande abilità e partecipazione, (anche perché fa parte del suo vissuto) e che egli sviluppa con intensa ed abile partecipazione, nascondendo tra le pieghe del pensiero, significati altri e profondi.
Un flusso creativo quello di Antonioli che, metaforicamente, può definirsi come un fiume in piena per la ricchezza lessicale e il ritmo incalzante, talvolta ipnotico, del verso. Scorrendone la biografia, Antonioli rivela molteplici interessi e ciò fa capire quale bagaglio egli porti con sé, ma tutto ciò non sarebbe sufficiente a far sgorgare la poesia se non fosse presente quella “predisposizione” che resta motivo inspiegabile di ogni forma di creatività. Dopo di che il “mestiere” completa l’opera.
“Non avevo raccolto il groviglio del cielo/con le ultime nubi discese ad oriente/non avevo incontrato sul profilo del monte/bocciòli di neve oscurati dal sole/soltanto la musica aveva intrecciato/il canto del vento nell’ascesa ad oriente”.
Versi esplicativi di una personalità poetica di grosso spessore.
Fra i molti “svelamenti” della sua poesia, nei suoi versi prevale il “sentimento della natura” in cui soggetto e oggetto coincidono. Si tratta di una delle molteplici “tonalità” delle sue raccolte, nelle quali l’esperienza di vita maturata dal poeta non offusca (come potrebbe altrimenti essere poeta?) quello stupore che, nonostante tutto, si ripresenta innanzi la bellezza e il mistero del mondo.
la poetica di Gilberto Antonioli racchiude un significativo valore ermeneutico per chi si avvicina alla poesia e dal quale si possono trarre preziosi insegnamenti.
E ancora notiamo una importante caratteristica che il poeta concede al silenzio.
Il silenzio si ascolta dando fondo alla nostra sensibilità più profonda, alle nostre qualità più delicate. Egli può portarci dentro spazi d’estasi mute, di pensieri raccolti e sognanti, per arrivare a un dialogo interno che diventa sereno o tempesta.
Nel silenzio l’uomo concentra le varie angolature della natura, i reclami del mondo animale, le sue tesi più audaci e nascoste; e se si trova in questa situazione, perché l’uomo non può dirsi poeta?
Le riflessioni che ognuno conduce, spesso senza saperlo, sono affidate al verso, alla tela, a un piccolo tronco che attende di prendere forma e vigore. Se saranno affidate al silenzio, alla metafora che avvolge il pensiero, libereranno spazi in penombra e tempo senza orizzonti.
Quando il rumore sbatte i suoi gangli nel cuore del verso, assume il sapore ritmato di una marcia, di una fuga, di un coro che inquadra le sue impostazioni, abbreviando i tempi e le note, per dare il senso di qualcosa che trema e non accetta movimenti tranquilli.
È allora che avvertiamo (forse) spaccati che spezzano il ritmo in istanti.
Questa poesia che qualcuno, in un momento di noia, si accinge a leggere non è certamente una poesia della quiete, dell’abbraccio che dura minuti, ma soltanto poesia della tregua, dell’incerto che si china perdente, di momenti di ricerca sofferta, non violenta ma fragile e casta, come fragile è il gioco dell’onda e casto lo sguardo del bimbo.
Antonioli è poeta dotato di una ricchezza di linguaggio, uguale e diverso, che sorregge un pensiero accidentato, speculativo, creativo, frammentato, ma sempre intenso nei sentimenti, nell’umanità, nella speranza; stati d’animo che si fondono nel dubbio più profondo, ma sempre in grado di risalire, con andatura, ora affrettata, ora molto lenta, verso l’alto, mentre si sparge il profumo delle lacrime, che bagnano la distratta pianura, oppure la ridente collina.
Il tutto e tanto altro ancora si nota nel percorso poetico di Antonioli. Percorso che si avvale di doti naturali notevoli che gli permettono di essere chiamato poeta sia che si cimenti nella lingua italiana sia che si esibisca nel dialetto della sua terra. Poeta completo, perciò, sia per le tematiche, sia per la musicalità dei versi. Sia per l’abilità espressa nelle due maniere espressive da lui adoperate.

