Care amiche e cari amici, come sempre sono qui a raccontarvi della “Vilafranca de ‘na olta”, che nel tempo può essere stata lontana oppure un po’ più vicina o addirittura vicinissima ma che di sicuro non c’è più, come ad esempio il Super Dancing, il Giardino d’Estate o il Palacover. E così siccome dopo lo sport, le arti ed i mestieri, questa volta voglio parlarvi del “ballo” chi meglio Luigi e Loretta, con la loro storia, può raccontarcelo. Luigi Faccioli, classe 1948, è il quarto figlio di Pierino ed Anna Zamboni, Loretta Sauro invece è il sesto figlio di Giovanni e Valentina Campostrini. Per Luigi qualche suo ricordo della sua prima infanzia, l’unica grande camera da letto dove dorme con tutta la famiglia ed letto dei genitori separato da quelli dei figli da una tenda ed, in stagione , dalla “peagnà dei cavaleri” per dar da mangiare ai quali quanti “morari” deve andare a “pelar” (raccogliere le foglie) con i fratelli. Di Loretta invece solo che nel 1970, quando inizia la nostra storia, non ha ancora compiuto quindici anni. Sono gli anni della straordinaria diffusione del ballo liscio complice il grande successo dell’orchestra Casadei. In molte delle frequentatissime sale da ballo maestri qualificati iniziano a fare corsi per principianti e non. Prima il ballo liscio veniva “imparato” da genitori sorelle e zii e così quell’anno anche in Villafranca, al Super Dancing, in alcune delle sere di chiusura, i maestri Barbiani tengono un loro corso. Occorre ricordare che all’ora, specialmente per i più giovani e per le ragazze in particolare, non c’era tutta la libertà di oggi, di sera si poteva uscire per determinate occasioni ed a precise condizioni e la scuola di ballo era una di queste. E per chi non è “addentro alla materia” alcune precisazioni. Vi sono diversi tipi di ballo, da quelli di gruppo a quelli di coppia e tra questi cito i principali: i “Latino Americani”, Samba, Cha Cha Cha, Rumba, Jive e Paso Doble; i “Caraibici”, Bachata, Salsa, Rumba Cubana e Merengue; ed il Ballo Liscio che a sua vola si suddivide in “Ballo da Sala” (Valtz, o Valzer Inglese o Valzer Lento, Tango e Fox Trot), in “Stile Internazionale”, ( Valzer Viennese, Valzer Lento, Tango, Mazurka e Polka) e Standard” (Valzer Lento, Valzer Viennese, Tango, Slowfox e Quick-Step). Ma torniamo al 1970 ed ai nostri ragazzi. Quando si iscrivono al corso di ballo Luigi sa già “muoversi”, gli ha insegnato sua zia, Loretta invece è “alle prime armi”. Sin da subito però la coppia mostra le proprie capacità di apprendimento e soprattutto di intesa, quest’ultima favorita dalla reciproca attrazione che ben presto si trasformerà in vero amore. E come in ogni classe ci sono i “primi” e loro dimostrano di esserlo vincendo tutte le gare di categoria a cui partecipano. Nella vita di ogni giorno Luigi fa il falegname, “soto paron” e Loretta collabora nella conduzione di una “confetteria”. Qualche anno passa così tra gare ed allenamenti poi nel 1975 decidono che è ora di fare il salto di qualità e incominciano a prendere lezioni private da un altro maestro in Calcinato (BS). E’ forse il periodo più intenso e più faticoso. Il maestro si dedica a loro due sere alla settimana, al termine delle altre lezioni il che vuol dire dalla mezzanotte in poi. Poi ogni venerdì e spesso anche sabato, domenica ed il lunedì, gare. Tanta fatica sudore e lacrime ma anche tante soddisfazioni e vittorie nelle sale più note dei dintorni e non solo, per citarne alcune: il Plaza di Roè Volciano, il Capretti di Calcinato, le Cupole di Soave, il Verona Duemila, il Mocambo di Goito, il Patio di Marmirolo, il Titos di Bussolengo, il Carnaby di Desenzano, il nostro Super Dancing, il Kursaal di Sirmione ed il Caravel di Mantova (oggi il Mascara, molte di queste sale oggi non ci sono più mentre altre hanno cambiato nome). Nel 1977, al termine di una gara, Luigi e Loretta, sono avvicinati da uno dei più noti un maestri veronesi. Fa loro i complimenti per il tempo, la postura e lo stile e li incoraggia ad eseguire un programma con figure più complesse. Luigi e Loretta non ci pensano due volte, gli chiedono se può insegnargliele. Il maestro si dichiara disponibile però la domenica mattina in San Massimo e così iniziano una nuova avventura con una meta ambiziosa, le finali dei Campionati Italiani di Stile Internazionale. Accedervi però non è una cosa semplice o si passa dalla strada maestra, campionati provinciali e regionali o si prende la scorciatoia delle selezioni dove però non contano i piazzamenti, lì bisogna vincere. Per Luigi e Loretta è “buona la prima” vincono a Lodi e staccano una delle 110 “card” per le finali dell’anno successivo. Allenamenti intensi, nuove scarpe e vestiti da gara. A quel tempo i vestiti delle “dame” non erano come quelli di oggi che sono lunghi, allora arrivavano poco sotto le ginocchia ed erano estremamente vaporosi e privi di volant. Gli abiti, che per le danze standard sono diversi da quelli dei latino americani dello stile internazionale, e sono tutti molto costosi in quanto fatti con stoffe pregiate e cuciti a mano da sarti specifici e dovendone farsene fare diversi questo comporta per Luigi e Loretta numerose altre rinunce economiche. In alcune esibizioni portano un look elegante, con dama in bianco, strass e tulle ed il cavaliere con una speciale lavorazione in pizzo sulla camicia per la partecipazione ai Campionati Italiani, invece scelgono di presentarsi: Loretta in abito rosso con piume e paillettes; Luigi con frac nero, camicia bianca e papillon bianco con Swarovski. E finalmente il via, a Cervignano del Friuli. Tre giorni di gara e di sogno con nessun italiano tra i sei giudici internazionali. Le coppie partecipanti sono via via eliminate fino a che non ne restano che sei. E loro sono lì ancora in gara, nella ” Rosa d’Argento”, che dà il diritto di partecipare anche alla finale europea. Tra il 1978 e il 1981 Luigi e Loretta devono decidere il loro futuro. E’ quasi impossibile conciliare lavoro, gare ed allenamenti e quando una famosa orchestra fa loro una buona offerta, sei mesi di ingaggio per esibizioni su una nave da crociera, consultano i genitori, si guardano in faccia e decidono. Rinunciano all’attività agonistica e scelgono la famiglia. Aprono una loro falegnameria, iniziano la costruzione della loro casa in Povegliano e si sposano. Al loro matrimonio, con più di 220 invitati, oltre agli amici delle scuole di ballo vi è una grande orchestra, ed in serata, una bellissima esibizione di Mini Ballerini. Ben presto la loro unione è allietata dalla nascita di Arianna che sulle orme di genitori non può non entrare nel mondo del ballo ma questa è un’altra storia. Sempre insieme anche nel lavoro, ore e ore di lavoro in falegnameria per, finita la casa, crearsi una stabile posizione economica. L’era la Villafranca “de ‘na olta” quando anche davanti ad allettanti offerte si preferiva tenere “ i piè piantè par tera” ma “l’è anca la Vilafranca de ancò” perché Luigi e Loretta anche se hanno da tempo “appeso al chiodo” vestiti e scarpe da gara non per questo non vanno più a ballare, ora vanno per il loro e nostro divertimento perché vederli ballare è sempre uno spettacolo.
Alla prossima
Rico Bresaola


