Il Consiglio Provinciale ha adottato oggi, mercoledì 1° luglio nella Loggia di Fra’ Giocondo al Palazzo Scaligero, lo schema di accordo di programma tra la Provincia e i Comuni veronesi per le opere di adeguamento antincendio delle palestre delle scuole superiori utilizzate per l’attività sportiva extrascolastica.
Un accordo che prevede, entro la fine del 2027, la realizzazione di interventi in oltre quaranta strutture in città e in provincia.
La delibera segue gli incontri con le dodici municipalità veronesi che ospitano nei propri territori le palestre degli istituti superiori e prevede un contributo straordinario in conto capitale, a carico della Provincia, pari a 3,87 milioni di euro complessivi.
Ai Comuni spetterà il ruolo di soggetti attuatori e di stazioni appaltanti per la progettazione e la realizzazione delle opere di adeguamento antincendio.
“Un impegno gravoso in termini di risorse economiche e umane ma che permetterà la piena aderenza a quella normativa che separa le attività scolastiche, per le quali pressoché la totalità degli istituti provinciali risulta dotata di regolare titolo antincendio, e quelle extrascolastiche – ha ricordato il presidente Flavio Pasini –. Ringrazio i sindaci per la collaborazione dimostrata, che consentirà un ulteriore passo avanti per i nostri edifici scolastici, giudicati già ‘superiori alla media nazionale in termini di certificazioni’”.
Il Consiglio ha poi approvato il nuovo regolamento per la gestione e l’utilizzo delle palestre e degli spazi nelle scuole in orario extrascolastico, con l’elenco degli impianti sportivi di proprietà della Provincia che possono essere concessi e lo schema di convenzione per la delega ai Comuni della gestione delle palestre scolastiche. Il regolamento precedente, infatti, è stato definito “inadeguato e desueto”, da qui la necessità di armonizzare il nuovo testo alle modifiche normative sopraggiunte, ad esempio prevedendo la concessione per le attività extrascolastiche anche durante le festività.
Il Consiglio ha in seguito approvato un emendamento alla proposta di delibera in merito ai canoni di concessione – differenziati per le stagioni “calda e fredda” e per la tipologia di locali, dai palazzetti alle piccole strutture – a carico dei Comuni delegati alla gestione delle palestre scolastiche provinciali in orario extrascolastico.
L’emendamento, presentato dal vicepresidente Paolo Longhi, ha dimezzato i canoni di concessione orari determinati dalle valutazioni tecniche degli uffici e contenuti nella proposta di delibera discussa la scorsa settimana in Commissione Consiliare, che oscillavano tra gli 8 e i 20 euro, risultando comunque tra i “più bassi tra le Province del Veneto”.
Sull’emendamento, già condiviso con gli altri consiglieri, nei giorni scorsi i dirigenti competenti avevano reso parere non favorevole sia tecnico sia contabile, anche ricordando l’assenza, dopo la riforma “Delrio”, della funzione in materia di sport per le Province.
Longhi ha perciò presentato oggi al Consiglio una “Motivazione rafforzata dell’emendamento” con ulteriori approfondimenti rispetto al testo originale. Tra i vari aspetti elencati a supporto del ridimensionamento dei canoni presenti nella proposta di delibera: il bilanciamento tra la valorizzazione del patrimonio pubblico e il perseguimento dell’interesse pubblico tutelato dall’articolo 33 della Costituzione, che riconosce esplicitamente il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva; una delibera della Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, secondo la quale “l’eventuale mancata copertura dei costi sostenuti dall’ente competente non determina di per sé l’illegittimità della scelta tariffaria, purché essa sia sorretta da un’adeguata motivazione in ordine alle finalità di interesse pubblico perseguite e sia rispettosa dei principi di trasparenza” e, infine, il decreto legislativo 297 del 1994 e la legge 53 del 2026 che “afferma che la funzione primaria delle palestre è quella di favorire la massima diffusione della pratica sportiva e non la mera redditività patrimoniale del bene”. In precedenza il canone orario, giudicato da più parti “irrisorio”, era rimasto fermo da lungo tempo a poco più di 2,30 euro.
Il regolamento per la gestione e l’utilizzo delle palestre e degli spazi nelle scuole in orario extrascolastico, approvato sempre nella giornata odierna prevede, inoltre, che il Comune gestore, a fronte delle spese di manutenzione ordinaria sostenute, possa richiedere alle associazioni sportive assegnatarie della palestra una quota oraria di utilizzo.

