Un’edizione del Vinitaly da festeggiare con un italianissimo spumante, nonostante l’abitudine a dati consuntivi record.
Infatti, quella già in archivio, la 57^ dal 6 al 9 aprile 2025, s’è confermata come una rassegna dai grandi numeri: 97mila presenze, un’impennata degli operatori esteri del 33% sul totale, più di 32mila buyers da oltre 130 Paesi ed un aumento del 7% rispetto ala manifestazione fieristica del 2024. Un… passaggio di testimone alla prossima kermesse vitivinicola, dal 12 al 15 aprile 2026, carico d’entusiasta responsabilità.



Hanno avuto ruoli istituzionali e d’approfondimento i numerosi eventi svoltisi nei vari padiglioni del Vinitaly, soprattutto in ambiti ministeriale e confederativo, con contributi, presenze e visite di tante personalità della politica (la vice presidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il commissario europeo per la Salute e il Benessere degli animali Olivér Várhelyi, i ministri Francesco Lollobrigida, Adolfo Urso, Luca Ciriani, Alessandro Giuli, i presidenti di regione Vincenzo De Luca, Renato Schifani, Luca Zaia ecc.)
Interessante, ad esempio, è stato il convegno “Vino e dazi. Confronto sulle priorità del settore, temi delle politiche commerciali e le misure tariffarie nell’Unione europea” nello spazio Confagricoltura (Confederazione generale dell’agricoltura italiana), il 7 aprile. Si sono confrontati Massimiliano Giansanti (presidente di Confagricoltura), Carlo Fidanza (eurodeputato ECR – Fratelli d’Italia), Dario Nardella (eurodeputato S&D – Partito democratico), Flavio Tosi (eurodeputato PPE – Forza Italia) e Matteo Zoppas (presidente Ice, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, nota anche come Italian Trade Agency, ITA).






La stessa sede, ancora il 7 aprile, ha accolto Christophe Hansen (Wiltz, in lussemburghese Wolz, Lussemburgo, 21 febbraio 1982), commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale nella commissione von der Leyen II dal 1° dicembre 2024.
S’è incontrato con la commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, presieduta da Federico Caner (assessore a Fondi Ue, Turismo, Agricoltura, Commercio estero della Regione Veneto) e con Patrizio Giacomo La Pietra, sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste
La discussione ha riguardato alcune rilevanti emergenze in ambito agricolo. Il commissario europeo ha garantito una diversa strategia a Bruxelles e Strasburgo nell’ottica di un’agricoltura sostenibile in grado d’attirare la forza lavoro giovanile, in sintonia con politiche di contrapposizione al cambiamento climatico.
L’8 aprile, nell’ampia sala adibita a dibattiti pubblici del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste del Vinitaly, s’è svolto il meeting su “La cucina italiana tra tradizione e futuro”, aperto dal presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, con l’intervento, tra gli altri, anche del sottosegretario al ministero della Cultura, Gianmarco Mazzi.
Vi ha partecipato il celebre chef tristellato Massimo Bottura (Modena, 30 settembre 1962), patron dell’Osteria Francescana di Modena (al giro di boa dei trent’anni d’attività, essendo stata aperta il 19 marzo 1995) e, dal 2011, del ristorante Franceschetta58, sempre a Modena.



Al top-cuoco è stato conferito, da parte di Vinitaly 2025, il nuovo premio “Ristorazione d’eccellenza”. Nel padiglione 1 della Regione Emilia-Romagna ha allestito l’Osteria Al Massimo con cucina stellata, celebrando il vino italiano e l’inclusione sociale.




Un riconoscimento meritato, quello a Bottura, sulla scorta delle tre stelle Michelin (negli anni 2002, 2006 e 2012) più stella verde Michelin nel 2020, dei due titoli di migliore al mondo al “The World’s 50 Best Restaurants” nel 2016 e nel 2018 al suo ristorante. Oltre ad aver raggiunto un ulteriore apice personalenel 2014 vincendo il “White Guide Global Gastronomy Award”, definito il “Nobel della gastronomia”.
Non solo ristorazione per il big Bottura. Infatti, dal 1995 produce aceto balsamico IGP ed olio extra vergine di oliva entrati a far parte della sua linea di condimenti “Villa Manodori” (dalla denominazione d’una tenuta del XVI secolo nelle campagne di Modena) che raccoglie i migliori risultati della sua certosina ricerca di ingredienti sopraffini. Infine, è autore di opere di divulgazione culinaria tradotte anche in inglese e francese.


Elisa De Berti (Bovolone, Verona, 22 ottobre 1974), vicepresidente della Regione Veneto con deleghe a Lavori pubblici, Infrastrutture, Trasporti e Affari legali.
Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi
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