L’alternarsi di importanti referenti politici in città e provincia alza la temperatura del sempre più vicino appuntamento con le urne per il referendum popolare confermativo della legge costituzionale, recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, convalidata dal Parlamento.
Quesito referendario, come riformulato dal D.P.R. 7 febbraio 2026, che chiede: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».
L’europarlamentare Stefano Bonaccini del Partito Democratico ha tenuto un incontro pubblico presso il Centro “Nicola Tommasoli”, in via Perini 7, per perorare la causa del NO al referendum sulla cosiddetta “Legge Nordio” che si terrà nei giorni 22 e 23 marzo pp.vv.
Prima del suo intervento hanno preso la parola Franco Bonfante (segretario provinciale di Verona del PD) ed Alessia Rotta (ex deputata del PD per due mandati, dal 15 marzo 2013 al 12 ottobre 2022, poi consigliere comunale a Palazzo Barbieri dal 28 giugno 2022 ed assessore nella Giunta comunale scaligera dal 15 novembre 2024, con deleghe a Commercio ed Attività produttive, Manifestazioni, Rapporti con il Consiglio Comunale e Relazioni con il Territorio).
Bonaccini (Campogalliano, Modena, 1º gennaio 1967) è stato presidente della Regione Emilia-Romagna dal 22 dicembre 2014 al 12 luglio 2024 e ricopre oggi i ruoli, oltre che di parlamentare europeo (dal 16 luglio 2024) di presidente del Partito Democratico (dal 12 marzo 2023).
A Bruxelles ed a Strasburgo, fa parte del Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici – S&D – od Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici. Si tratta d’un insieme politico del Parlamento europeo che raccoglie partiti nazionali socialdemocratici di centro-sinistra, discendente del Gruppo del Partito del Socialismo Europeo. Costituisce il secondo agglomerato parlamentare più numeroso in Eurocamera, dopo quello del Partito Popolare Europeo di centro-destra.
Dopo aver argomentato davanti ai presenti ha risposto (e, nello stesso tempo, non risposto) ad una specifica domanda.
– Nel caso prevalga il SÌ al referendum, quale sarà la vostra reazione come Partito Democratico?
«Intanto, noi lavoriamo perché vinca il NO. Io ho tanta fiducia. Ma, come ha detto bene la nostra segretaria Elly Schlein, nessuno chiederebbe le dimissioni del governo, non è quello che ci interessa. Noi confidiamo nella vittoria del NO che è in grandissima rimonta, perché, riguardo a questa riforma sulla giustizia, dico sempre (come ha spiegato molto bene il ministro della Giustizia Carlo Nordio e questo è incredibile) che non affronta e non risolve nessuno dei problemi della giustizia italiana. Quindi, stiamo capendo noi certamente da tempo (ma ogni giorno qualche italiano più di prima) che è una riforma che serve a ben altro. Serve ad immaginare un Paese nel quale la destra abbia pieni poteri e cerchi di accaparrarsi tutto. A partire da una nuova legge elettorale e da una sorta di premierato che non avrebbe eguali nel mondo, soprattutto perché vogliono eleggersi loro il presidente della Repubblica prossimamente».
di Claudio Beccalossi

