Anche sull’ospedale Orlandi di Bussolengo hanno cominciato a soffiare i venti della campagna elettorale regionale, come si vede.
La soluzione per la quale mi sto battendo senza sosta, sin dall’inizio del mio mandato in Regione e assieme ai cittadini, è per l’applicazione delle schede, oltre per l’effettivo completamento dei progetti finanziati dal PNRR.
Ad oggi all’Orlandi su 25 posti letto (pl) previsti in medicina, solo 14 sono attivi.
Il Day Surgery multidisciplinare, in realtà, si occupa solo di un paio di specialità; il servizio di week Surgery non è mai stato attivato; dialisi mai attivato; riabilitazione su 50 pl ce ne sono solo 10 attivi; URT non attiva.
L’Ospedale di comunità è inaugurato e risulta chiuso.
Il reparto di psichiatria deve avere uno spazio esterno per il quale ci stiamo battendo.
Tra atti, interrogazioni e mozioni, oltre ad interventi in Consiglio regionale ho sempre cercato di tenere alta l’attenzione sull’ospedale, declassato qualche anno fa, nonostante l’importante investimento fatto con soldi pubblici. Soldi pubblici che non possono essere stati spesi senza che questi siano trasformati in servizi per i cittadini del comprensorio.
Se davvero interessa il futuro dell’ospedale e, attraverso di essi, la salute delle migliaia e migliaia di cittadini del bacino di riferimento, dobbiamo evitare “manovre diversive”.
Non possiamo cioè imputare la responsabilità dell’attuale situazione all’attuale Direttrice dell’ULSS 9, arrivata da poco e alla quale va riconosciuto di non essersi sottratta al confronto. Farlo sarebbe un’operazione sbagliata e controproducente. E nemmeno all’attuale amministrazione.
La responsabilità sta in capo alla Regione che, a fronte delle reiterate, precise e documentate richieste fatte in Regione e sostenute dalla mobilitazione dei cittadini non ha mantenuto gli impegni presi nelle schede dell’ospedale: impegni e promesse cadute, quasi mai mantenute.
E sta in capo al governo, il quale, anziché aumentare le risorse di fatto, in relazione al PIL, le diminuisce .
E non inganna adesso il tentativo di creare cortine fumogene pre elettorali da parte delle forze politiche che governano la Regione. Sono tattiche che conosciamo: sviare l’attenzione delle reali responsabilità su altri capri espiatori. Non serve. Non porta a soluzioni. Fa il male dell’ospedale e danno ai cittadini.
Inoltre, da anni diciamo che investire soldi del PNRR per le strutture senza prevedere politiche e reperire risorse per meglio retribuire il personale è sbagliato ed inutile.
Pertanto, contemporaneamente alla realizzazione delle strutture, vanno fatte politiche a favore del personale. Solo così il progetto potrà reggere e funzionare.
Ma, per farlo, servono politiche di lungo respiro, con adeguate risorse, con l’esplicita volontà di fare funzionare la Sanità pubblica e non la Sanità privata.
Questo la Regione non l’ha fatto in questi anni e non lo sta facendo ora e questo sto denunciando da anni. A chi appartiene alle forze di maggioranza in Regione ed in Parlamento, siamo a chiedere di sostenere con forza le richieste che abbiamo fatto in questi anni senza sviare l’attenzione dai veri responsabili e protagonisti delle decisioni.
Anna Maria Bigon

