Tra gli obiettivi: premialità per le società sportive, incentivi contro l’abbandono femminile e borse di studio per studenti-atleti meritevoli
Dare finalmente un riconoscimento concreto alle migliaia di volontari che ogni giorno permettono alle società sportive di continuare a operare. Incentivare la partecipazione femminile e contrastare l’abbandono sportivo soprattutto delle donne madri. Premiare i giovani che si contraddistinguono per i meriti scolastici e sportivi. Sono questi gli obiettivi della proposta di legge depositata in Regione Veneto dalla consigliera regionale di Fratelli d’Italia Claudia Barbera, assieme al collega Enoch Soranzo, per promuovere l’attività motoria e sportiva e rafforzarne il valore educativo, sociale e inclusivo.
Il territorio veronese vanta una delle reti sportive più estese del Veneto, circa il 18% delle associazioni a livello regionale. Centinaia di società sportive professionistiche e dilettantistiche che ogni anno coinvolgono migliaia di atleti, famiglie e volontari. Una realtà che rappresenta non solo un’eccellenza sportiva, ma anche un presidio educativo e sociale fondamentale per le comunità locali.
“Verona è una provincia che vive di sport grazie all’impegno quotidiano di migliaia di persone che operano spesso in modo silenzioso e gratuito – afferma Claudia Barbera -. Allenatori, dirigenti, accompagnatori e volontari rappresentano una risorsa insostituibile per le nostre comunità. Vogliamo riconoscere il loro valore e sostenere concretamente quelle realtà che svolgono una funzione educativa e sociale essenziale, soprattutto nei confronti dei giovani”.
Tra le novità previste dal testo, sottoscritto da tutti i consiglieri regionali del gruppo di Fratelli d’Italia, figura anche l’istituzione della Giornata regionale dell’Ideale Sportivo e del Volontariato nello Sport, fissata il 5 dicembre, in concomitanza con la Giornata internazionale del volontariato promossa dalle Nazioni Unite. Ma non solo. La proposta prevede criteri premiali nei bandi regionali a favore delle associazioni e delle società sportive che adottano misure concrete per favorire la permanenza delle atlete, il loro reinserimento dopo la maternità e la conciliazione tra attività sportiva, studio, lavoro e vita familiare.
“L’abbandono sportivo femminile continua a essere una criticità che richiede risposte concrete – sottolinea Barbera -. Troppo spesso le ragazze interrompono il proprio percorso sportivo non per mancanza di passione o talento, ma perché incontrano ostacoli che rendono più difficile proseguire rispetto ai loro coetanei maschi. Vogliamo promuovere una cultura sportiva capace di valorizzare pienamente il talento femminile e sostenere le donne nelle diverse fasi della loro vita, compresa la maternità”.
Tra le misure inserite nel testo anche borse di studio destinate agli studenti-atleti che si distinguono per risultati scolastici, sportivi e impegno civico, oltre a progetti finalizzati a contrastare fenomeni di bullismo, cyberbullismo e devianza minorile attraverso la pratica sportiva. E la possibilità di sviluppare percorsi di sport integrato e attività motorie in collaborazione con le ULSS, per favorire il benessere delle persone più fragili e rafforzare il legame tra sport, salute e inclusione.

