La toponomastica di Marina di Rimini, “rivoluzionata” dal 2006 per fermare in una “cineteca stradale” films e sceneggiature
Trent’anni fa, il 31 ottobre 1993 a Roma, se ne andarono altrove il genio cinematografico e l’orgoglio italiano internazionale di Federico Fellini, regista, sceneggiatore, fumettista e scrittore.
Fu sempre legato con tenera nostalgia a Rimini (nel cui cimitero è sepolto accanto alla moglie Giulietta Masina ed al figlio Federichino, morto poco dopo essere nato), dove venne alla luce il 20 gennaio 1920 dai genitori Urbano e Ida Barbiani. E la sua città ha escogitato un originale “metodo multiplo” per contraccambiare tanto affetto esprimendo, nello stesso tempo, gratitudine ed ammirazione per la sua carriera di “funambolo dei sogni”. I suoi, personalissimi sogni, ricostruiti su set e fogli di carta.
Nel 2006, infatti, il Comune di Rimini ha voluto mutare denominazione (nella maggior parte dei casi) ed intitolare ex novo varie vie di Marina al suo celebre figlio naturale. La fama del nome non ammetteva certo incertezze, in quanto annoverato tra i maggiori registi mondiali, vincitore (tra i tanti riconoscimenti acquisiti) di quattro premi Oscar al miglior film straniero e d’un Oscar alla carriera, della Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1960 e del Leone d’Oro alla carrieraalla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985.
In omaggio a Fellini è stata sostituita la vecchia toponomastica (inserendone anche di nuova) dell’area tra il porto canale e piazza Marvelli, a Marina Centro, con i titoli di suoi films e sceneggiature. Una sorta di “filmografia viabilistica” pressoché completa ed in applicazione del provvedimento approvato dalla Giunta comunale per “valorizzare l’opera del grande regista riminese attraverso la citazione dei suoi films; mettere in rilievo l’elevato grado simbolico dell’operazione se si considera che le vie interessate all’intitolazione sono situate nella zona a maggiore percorrenza turistica del nostro territorio comunale; sottolineare la capacità evocativa che la città di Rimini ha assunto nell’immaginario degli italiani”.
26 “creazioni felliniane”, quindi, più un’arteria in omaggio alla moglie attrice Giulietta Masina (Giulia Anna “Giulietta” Masina, San Giorgio di Piano, Bologna, 22 febbraio 1921 – Roma, 23 marzo 1994).
Entrando nel dettaglio, l’elenco comprende:
- via “Luci del varietà” (1950), già via dell’Esperanto;
- via Giulietta Masina, già via Ludwik Lejzer Zamenhof;
- via “Lo sceicco bianco” (1952), già via Fryderyk Franciszek Chopin;
- via “I vitelloni” (1953), già via Wolfgang Amadeus Mozart;
- via “Una agenzia matrimoniale” (1953), già via Ludwig van Beethoven;
- via “La strada” (1954), già via Carl Maria Friedrich Ernst von Weber;
- via “Il bidone” (1955), già via Pëtr Il’ič Čajkovskij;
- via “Le notti di Cabiria” (1957), già via Johann Sebastian Bach;
- via “Le tentazioni del dottor Antonio” (1962), già via Modest Petrovič Musorgskij;
- via “La dolce vita” (1960), già via Johann Strauss;
- via “8½” (1963), già via Georges Bizet;
- via “Giulietta degli spiriti” (1965), già via Bedřich Smetana;
- via “Toby Dammit” (1968), già via Henry Purcell;
- via “Fellini Satyricon” (1969), già via Charles-François Gounod;
- via “Block-notes di un regista” (1969), già via Wilhelm Richard Wagner;
- via “I clowns” (1970), già via Robert Alexander Schumann;
- via “Roma” (1972), già via Edward William Elgar;
- via “Amarcord” (1973);
- via “Il Casanova di Fellini” (1976), già viale Scilla;
- via “Prova d’Orchestra” (1979);
- via “La città delle donne” (1980);
- via “E la nave va” (1983), già via Lagomaggio;
- via “Ginger e Fred” (1985), già viale Buccari;
- via “Intervista” (1987);
- via “La voce della luna” (1990) già viale Benedetto Neri;
- via “Paisà” (1946), già viale Giovanni Lettimi;
- via “Roma città aperta” (1946), già viale Cesena.






Attuando questa parziale “rivoluzione viaria”, il Comune di Rimini ha ribadito a suo tempo che i cittadini residenti nell’area avrebbero patito disagi limitati, con i preposti uffici comunali curatori delle pratiche amministrative riguardanti l’aggiornamento dei documenti, senza spese sulle spalle di cittadini ed operatori commerciali. Le precedenti intitolazioni a musicisti illustri, “cassate” per “far spazio” alla produzione felliniana, hanno poi trovato “trasferimento toponomastico” altrove, senza nulla togliere, perciò, ad altri insigni del passato.
Tutto sommato, la “cineteca stradale”, destinata al “fermo immagine” nel tempo di Federico Fellini e delle sue opere, ha costituito una fine operazione di contorno alle ambizioni turistiche internazionali di Rimini. Un esempio da imitare per altri luoghi italiani di nascita di big dalla riconosciuta ed amplificata valenza socio-culturale…
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi

