Bucarest (Romania) – Durante uno dei miei frequenti soggiorni nella sfaccettata capitale della Romania, allora propensa esageratamente (su ovvio pungolo dei sordidi strateghi yankees e comunitari) al “paradiso” Nato/Unione europea, venni ospitato, come in altre occasioni, dalla famiglia amica composta da Iulian, Mihaela e Răzvan Maximiuc, conosciuta nel corso del mio primo approccio con la Romania, tra febbraio e marzo 1991.
Compii quel mio ennesimo viaggio a Bucarest, dal 7 al 21 febbraio 1992, partendo in aereo da Milano-Malpensa e tornandovi con voli Tarom, la compagnia aerea di bandiera della Romania attiva, appunto, con il marchio commerciale Tarom, acronimo in lingua romena di Transporturi Aeriene ROMâne. Si tratta di un’azienda a capitale quasi interamente statale, con il 97,22% proprietà del governo romeno (ministero dei Trasporti).

dell’USAF (United States Air Force, Aeronautica Militare degli Stati Uniti) atterrato all’aeroporto di Bucarest il 31 dicembre 1989.



Il volo della Tarom, decollato dall’Aeroporto di Milano-Malpensa, atterrò all’Aeroporto di Bucarest-Henri Coandă (od Aeroporto di Bucarest-Otopeni), dedicato alla figura di Henri Marie Coandă (Bucarest, 7 giugno 1886 – Bucarest, 25 novembre 1972), ingegnere, scienziato, pioniere dell’aviazione, fisico, inventore del motore a reazione e scopritore dell’effetto fluidodinamico a cui venne dato il suo nome.
Era figlio del generale Constantin Coandă (Craiova, 4 marzo 1857 – Bucarest, 30 settembre 1932), politico e militare che, nel corso della Prima guerra mondiale, rivestì il ruolo di Primo Ministro e di ministro degli Affari Esteri della Romania dal 24 ottobre al 29 novembre 1918.
Nel 1910 Henri Marie, dopo appena 7 anni dal primo volo dei fratelli Wilbur ed Orville Wright (avvenuto il 17 dicembre 1903 a Kitty Hawk, in Pennsylvania), propose il primo apparecchio a getto che costituì l’iniziale aereo con motoreattore dell’ingegnosa epopea aeronautica.
La famiglia Maximiuc risiedeva (e tuttora vi abita Mihaela, dopo il divorzio dal marito e l’uscita da casa del figlio Răzvan per il suo percorso di vita) al quinto piano d’un classico palazzone di stampo sovietico-comunista, ubicato quasi di fronte alla stazione ferroviaria (gara) București Obor (nota pure come Gara Obor, Gara de Est o București Est).
È îl collegamento secondario situato nel nord-est della capitale (zona Obor-Iancu) da dove partono i treni per il sud-est della Romania, in direzione soprattutto di Constanța, sulla sponda occidentale del mar Nero e di Oltenița, sulla riva sinistra del Danubio affacciata alla città bulgara di Tutrakan. In questa città della Muntenia, il 3 marzo 1930 nacque Ion Iliescu, ingegnere e politico, eletto presidente della Romania in ben tre mandati (dal 1989 al 1992, dal 1992 al 1996 e dal 2000 al 2004).














Come d’abitudine, approfittai anche di quella mia permanenza a Bucarest per tessere relazioni, raccogliere informazioni ed effettuare interviste inerenti alle mie attività giornalistiche. E, in qualità di cofondatore e vice presidente dell’Associazione culturale “Prospettive” (costituita con atto notarile il 6 febbraio 1992, cioè il giorno prima del mio far fagotto per Bucarest, presieduta dal musicista d’origine polacca Jan Langosz e con sede legale presso il suo domicilio a Bardolino, sul lago di Garda) e grazie all’interessamento di Iulian, entrai in contatto con gli esponenti d’un gruppo di musica popolare per valutare un loro inserimento nei programmi associativi, con relativi concerti-spettacolo da tenersi in Italia.
In un giorno nevoso, quindi, Iulian ed io ci recammo all’incontro concordato con l’Ansamblul Folcloric al Academiei de Muzică București (Ensemble Folcloristico dell’Accademia Musicale di Bucarest) presso l’Academia de Muzică stessa dove, assolte le presentazioni ed i convenevoli di rito con il direttore Lucian Goiana, assistetti ad un esclusivo saggio musicale dai caratteristici costumi che documentai con foto.











La bravura della rodata compagine musicale m’apparve subito evidente. Così come fu altrettanto lampante la seria passione dei musicisti con età (allora) che variavano tra i 38 anni (di Nicolae Niculescu, al mandolino) ed i 17 (di Dorina Ursuianu, al flauto di Pan).
Gli altri componenti di quell’Ansamblul di febbraio 1992? Oltre al già citato leader and teacher (e fondatore nel 1977) Lucian Goiana (35 anni, al violino), Ion Neagu (35 anni, al cembalo), Marcel Goiana (33, al violino), Daniel Prodan (29, alla viola), Ion Bivolaru (28, all’oboe), Nicolae Popescu (28, al contrabbasso), Marius Miu (26, alla fisarmonica) e Daniel Ene (20, al clarinetto).
Il mio approccio e la loro disponibilità, purtroppo, non ebbero seguito costruttivo per i costi eccessivi (considerati a freddo) e per le difficoltà burocratiche (inviți e visti) di un’eventuale venuta in Italia del gruppo, anche solo episodica.
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
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