Dal 10 al 14 maggio si terrà a Torino l’edizione numero trentunodel Salone Internazionale del Libro. I celebri padiglioni del Lingotto, che furono storica sede degli stabilimenti FIAT, diventeranno per cinque giorni capitale della cultura italiana. Questo festival del sapere è occasione per case editrici grandi e piccole di confrontarsi e di dare spazio e voce ad autori famosi e sconosciuti.Presidente è da aprile 2017 l’ex-ministro Massimo Bray. Ospite d’onore 2018 sarà (salvo cambi di programma) il premio Nobel per la letteratura Herta Muller. Ha partecipato al Salone 2016 e 2017 anche una nostra vecchia conoscenza: Simone Vesentini (cfr. “Consigli per una (dis)onesta fortuna sfacciata” dell’11 ottobre 2017 e “Il difficile mondo degli scrittori esordienti” del 7 dicembre 2017). Sentiamolo.
Matteo Peretti: Buongiorno Simone, tu hai avuto l’onore di essere presente alle ultime due edizioni del Salone Internazionale del Libro di Torino e parteciperai anche quest’anno. Racconta ai lettori la tua esperienza e, se puoi, anche come è organizzata questa fiera della cultura.
Simone Vesentini: Carissimo Matteo, ti ringrazio per questa ulteriore occasione che mi offri per…
M: Mi raccomando! Non cominciare con i tuoi tentativi di pubblicità gratuita…
S: Ok, restiamo sul pezzo! Hai detto bene, è la terza volta consecutiva che partecipo al Salone e ovviamente ogni anno ho presentato un romanzo diverso. Nel 2016 la mia opera d’esordio s’intitolava “Una disonesta fortuna sfacciata”, nel 2017 ho presentato “L’uomo dei cruciverba” e nel 2018 farò conoscere al pubblico presente…
M: Scusa Simone, ti fermo. Ti chiedo la cortesia di evitare riferimenti alle tue opere. Se possibile, rimaniamo sulla tua esperienza di “veronese a Torino”.
S: Va bene, concordo sul fatto di evitare riferimenti letterari, almeno diretti!
M: Mi raccomando!
S: Certo, certo… come no… Per tornare alla tua domanda… sono fiero di essere veronese e di portare una parte della mia città, che riemerge sempre nelle pagine dei miei romanzi, a Torino. Non la nomino mai, labella Verona, ma ti posso garantire che tutte le mie storie hanno come sfondo la nostra città.
M: E il Salone?
S: Beh, è una fiera tematica, divisa per stand, dove le varie case editrici si alternano e presentano per i visitatori le opere dei loro artisti, lasciando spazio a scrittori, alle loro opere, al confronto con gli operatori del settore e alle domande del pubblico. Si creano quindi dei mini cenacoli, dove gli appassionati dialogano con editori e autori. I più fortunati hanno a disposizione delle vere e proprie sale con centinaia di posti a disposizione! Che cosa aggiungerti, è un festival strutturato a padiglioni a tema. Mi pare di ricordare di averne visto uno dedicato alle scuole e ai ragazzi, frequentatissimo dalle scolaresche, e un altro dedicato al rapporto tra letteratura e musica. Poi librerie ovunque! E’, però, tutta la città che si veste a festa! Anche il centro storico e i quartieri limitrofi organizzano eventi per celebrare il Salone! E’ difficile da spiegare se non la si vive dall’interno!Se devo essere onesto, però, ho visto tutto di sfuggita. Ero stramaledettamente di fretta!
M: Hai colto almeno l’occasione per agganciare qualche vip?
S: Quando sono al Salone, sono sempre molto concentrato e preferisco restare nei pressi dello stand della mia casa editrice. Non mi piace molto girare tra la folla e quindi non ho molte occasioni di incrociare personaggi famosi. Anche se il primo anno ho visto un ex sindaco di Torino, di cui non farò il cognome, ma solo il nome, si chiama Piero.
M: E’ stato anche ministro?
S: Certo.
M: Anche segretario di partito?
S: Mi sembra di sì.
M: Deputato?
S: Anche.
M: E’ alto e magro come un fas, ehm…grissino?
S: Stramaledettamente esatto.
M: Rinuncio…non riesco a capire chi sia! Torniamo, invece, a noi, che è meglio!Per quest’anno? Hai quindi in previsione un altro salto in Piemonte?
S: Certo, almeno due giorni li voglio passare in quella splendida regione. L’impegno principale sarà ovviamente la mia presentazione e poi cercherò anche di fare un po’ il turista, anche se i tempi sono sempre molto stramaledettamente stretti. Sicuramente incontrerò qualcuno dei miei molti amici torinesi, che in questi anni mi sono sempre stati vicini e che mi hanno sostenuto come scrittore, fornendomi degli utili consigli e delle splendide recensioni sui miei lavori.
M: In tutta onestà, a un giovane autore, consiglieresti di prendersi un “tavolo” al Lingotto?
S: Certo che lo consiglierei di partecipare al Salone come protagonista, ma non è per nulla scontato.Come ho avuto modo di anticiparti nel nostro precedente scambio di opinioni, l’importante è trovare una casa editrice che crede e investe su di te. Io, dopo aver conosciuto numerosi stramaledetti caimani letterari, sono stato fortunato e mi sono imbattuto nel mio editore, Sillabe di Sale, che mi ha dato la possibilità di pubblicare i miei lavori senza richiedere nulla in cambio, se non il mio impegno e la mia disponibilità per l’inevitabile promozione dei romanzi. Comunque mi è stato confermato che il 2017 è stato un anno record per il Salone, sia per il numero dei visitatori, che per il volume dei libri venduti! E non solo delle solite note case, ma per tutte! Il Lingotto ha svolto, quindi, la sua funzione di motore per lo sviluppo della cultura!
M: Questa è una buona notizia! E al nostro pubblico? Consiglieresti una visita al Salone?
S: Assolutamente sì! È un’esperienza indimenticabile e si respira letteratura fin dal primo momento in cui si varca la soglia del Lingotto. L’unico consiglio che mi permetto di dare è quello di non limitarsi a visitare gli stand dei grandi editori. Cercate di girare il più possibile,tra i banchi ricolmi di libri,e assistete a qualche presentazione anche di autori al momento meno noti. Per quanto mi riguarda, sono ormai stanco di sentire sempre gli stessi nomi di scrittori contemporanei che non apportano assolutamente niente di nuovo alla letteratura, ma vivono ormai di stramaledetta fama riflessa!
M: Siamo quasi in conclusione. Vedo, però, che continui a stramaledire qualcuno o qualcosa. Cos’è? Un tuo intercalare? Un leitmotiv? O vuoi spiegare, ora, il “vero” motivo ai lettori?
S: Non ti sfugge proprio niente vedo… sei stramaledettamente attento! Ma di cosa ti lamenti? Non sei stato proprio tu a dirmi che non posso fare il nome del mio ultimo romanzo? Sono stato di parola e non ho mai citatodirettamente “Stramaledetta lei!”, il titolo della mia terza opera. E non ho certamente intenzione di farlo ora!
M: Ecco, direi che dopo questo tuo “giochetto”simil-pubblicitario è opportuno congedarci qui. Ah, dimenticavo! Un’ultima cosa!Sbaglio o sei diventato papà recentemente? E non di un nuovo romanzo! Felicitazioni!
S: Grazie, Matteo. Ti confermo che il 7 gennaio è nata Cecilia, la più grande soddisfazioni della mia vita. Ovviamente non potevo che dedicarle il mio ultimo romanzo, anche se il titolo, “Stramaledetta lei!”, non è il più idoneo per una creatura appena venuta al mondo. Comunque posso rassicurare tutti! Il termine “stramaledetta”non si riferisce alla mia bambina!
M: Direi che un “strabenedetta lei” di buon augurio…ci sta tutto! A presto Simone!
S:Matteo, mi hai proprio tolto la benedizione di bocca! Ti ringrazio come sempre per il tempo che mi hai dedicato con questa tua intervista disonestamente sfacciata. Mi fai sentire un autore fortunato e realizzato… non come quello scrittore di cruciverba che è il protagonista del mio…
M: Ci risiamo! Fermo lì!
S: Perdonami, ma come vedi, è più forte di me… Non riuscirò mai a togliermelo questo stramaledetto vizio di farmi pubblicità!
M: Noto, noto. E noto pure che la fantasia non ti manca. Buona gita a Torino, Simone!
Matteo Peretti

