Persiste l’emergenza degrado a San Giorgio, tra il lungadige omonimo e via Goffredo Mameli.
Alcuni esempi?
Davanti alla stessa canonica della parrocchia di San Giorgio in Braida è stata rinvenuta una striscia di carta stagnola con segni di bruciatura, traccia della preparazione e consumo di sostanze stupefacenti (eroina?) dai vapori da inalare. In genere, la dose, messa sul pezzetto di stagnola, viene scaldata con un accendino ed i fumi prodotti sono aspirati tramite una sorta di cannuccia realizzata anche solo con un foglietto arrotolato.


Droga e non solo…
Davanti al lato che dà su via Goffredo Mameli della scuola secondaria di primo grado “Valerio Catullo” (dell’Istituto comprensivo 09 Valdonega, via Breccia San Giorgio 1), a sua volta, “ospiti” notturni senza fissa dimora lasciano di giorno i propri “giacigli” di fortuna (cartoni e coperte), assieme a vestiario anche in sacchi ed a bottiglie di plastica vuote.
I loro addiacci sono proprio a ridosso della raffigurazione, all’angolo tra le vie Mameli e Breccia San Giorgio, di Gaio Valerio Catullo (Gaius Valerius Catullus, poeta lirico latino, nato a Verona nell’84 circa a. C. – secondo “Treccani” – e non nell’87 a. C. citato nella scritta esplicativa, morto a Roma non prima del 54 a. C.), realizzata su un disegno dello studente Marcello Giusti (classe III, sez. A, anno scolastico 2010-2011).





Ampie metrature di quello che dovrebbe essere uno spazio verde, poi, sono senza erba o piante ed il senso d’incuria prevale, soprattutto se accostato alle “dotazioni di sopravvivenza” estrema nella tolleranza e nel disinteresse generali.





Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
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