Sono deplorevoli le condizioni di un’area a ridosso del vasto Interporto Quadrante Europa (appartenente al Sistema Consorzio ZAI), raggiungibile da via Sommacampagna e viale Gerhard Richard Gumpert.
Nell’estensione a ghiaia, terra e sabbia è stata collocata in deposito, in disuso od in abbandono una notevole quantità di materiale d’armamento che costituisce una sorta di museo ferroviario all’aperto.
Rotaie, vecchie traverse in legno e nuove in cemento, paraurti di binari tronchi di ricovero, organi d’attacco (bulloni), apparecchi di binari (scambi, intersezioni, dispositivi di dilatazione ecc.), componenti vari accatastati e dispersi.
Tra tanta sciatteria e degrado sarebbe utile un controllo che certifichi l’assenza di sostanze inquinanti (amianto o quant’altro). Le stesse traverse ferroviarie in legno, impregnate d’olio di catrame o creosoto, contengono elementi nocivi per l’uomo e l’ambiente e sono considerate rifiuti pericolosi. Il particolare olio, infatti, è costituito per l’85% da idrocarburi aromatici policiclici (PAH) difficilmente biodegradabili e tossici.
Servizio e video di
Claudio Beccalossi
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