Poco fuori dalle mura comunali e nei pressi di piazza Bra. S’apre l’altra piazza, ben minore per estensione, denominata Cittadella.
Oggi, toponimo riqualificato in spazio aperto con parcheggio multipiano sotterraneo, larga superficie ad usi pedonale e viabilistico, parzialmente pavimentata con pietra calcareo-marnosa (della Lessinia o di Prun), aree verdi, panchine, fontana a più getti, servizi di ristorazione ed igienici.



Ieri, storicamente inserita in una vasta area di forma grossolanamente quadrangolare circoscritta tra le mura comunali a nord (dall’Adige ai portoni della Bra), le strutture scaligere a sud (in seguito modificate da veneziani ed austriaci) nel tratto porta Nuova e corso fluviale, la cinta muraria ad ovest (che s’alzava più o meno a ridosso dell’attuale corso Porta Nuova) nella direttrice portoni della Bra e porta Nuova e lo stesso fiume ad est.
Il campo militare della Cittadella venne deciso da Gian Galeazzo Visconti nel 1387, dopo aver preso possesso della dominazione scaligera. Servì da supporto alle milizie viscontee nel corso d’una ribellione dei veronesi nel 1390. Le stesse prerogative marziali furono adottate dai veneziani fino al riadeguamento della cinta magistrale che consentì ancora, nel 1535, gli utilizzi civili d’un tempo. La piazza, interessata da certi progetti di risistemazione non andati a buon fine, conservò un carattere popolare, dapprima quale sede di mercato della legna e del fieno e, fino alla Prima guerra mondiale, come luogo di contrattazioni del bestiame.
Per la sua logistica centrale è ora un ambito contenitore per manifestazioni, assembramenti, flash mob, sit-in ecc. di protesta, rivendicazione e quant’altro. Oltre che un tollerato punto d’appoggio per sbandati, senza fissa dimora, indigenti di varie provenienze che, magari dopo aver bevuto sopra alle proprie disgrazie, s’appisolano alla meno peggio, sole, pioggia o vento che possano esserci.



Un breve sopralluogo nella piazza conferma una tendenza al degrado. Vagabondi che dormicchiano o vi fanno bivacco, scritte vandaliche su varie superfici, resti di bici vandalizzate in rastrelliere, gente che passa e va stando sul chi vive. Non certo un assetto di totali decoro e sicurezza, semmai la relativa quiete prima di qualche tempesta all’orizzonte, ovviamente non auspicabile. Una situazione generale, comunque, da tener d’occhio…












Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
© Riproduzione riservata


