Un particolare appezzamento botanico tra marciapiede e strada, in piazza Enrico Bernardi, davanti all’Istituto d’istruzione superiore “Michele Sanmicheli” (ex Istituto professionale di Stato “Michele Samicheli”, come campeggia ancora sull’intestazione ad arco della facciata) ed a poca distanza dal Giardino “Giusti”.
È stato allestito da maggio 2023 nell’ambito del programma “Giardini aperti a Veronetta” e grazie agli interventi operativi dell’Ufficio Giardini del Comune di Verona, del Servizio del Verde pubblico dell’AMIA (Azienda Multiservizi d’Igiene Ambientale) e dell’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini.
Accoglie più di duecento specie erbacee perenni ed arbusti di vario genere, selezionati in base alle loro potenzialità d’adeguarsi in condizioni climatiche d’aumento graduale del caldo e con carenza d’acqua. Consiste, quindi, nel primo giardino a Verona privo d’impianto d’irrigazione ma, in ogni caso, ben monitorato.











Tra le piante presenti risultano l’astro settembrino, la borragine, il coreopside, la gaura bianca e quella rosa, il giaggiolo paonazzo, la salvia russa, il pittosporo nano, la salvia rossa, la salvia Caradonna, le orecchie d’agnello, i capelli d’angelo, la verbena.
Un pannello descrittivo integra l’area recintata, con parametri ideologico-pratici che richiamano al contestato Green Deal europeo verso la transizione verde.

VUES. Verde urbano eco-sostenibile – Un giardino, un’aiuola, uno spazio eco-sostenibile dove considerare di utilizzare meno energia, meno risorse naturali non rinnovabili, più specie resilienti e resistenti alla siccità ma anche essere attrattivo per insetti impollinatori.
È un giardino adatto alla situazione di crisi climatica che stiamo vivendo con minori piogge e concentrate in determinati periodi dell’anno. Un buon modo per realizzarli è scegliere specie submediterranee e xerofite (da “Treccani”: pianta atta a sopportare condizioni di siccità prolungata, perché capace di mantenere l’equilibrio idrico tra assunzione e dispersione dell’acqua, grazie a particolari adattamenti sia morfologici e sia fisiologici; sono piante che riprendono lo sviluppo e, in genere, le varie manifestazioni vitali dopo un parziale essiccamento) particolarmente rustiche e adattate ad un clima più caldo ma anche imitano la natura con impianti miscelati random.
Sono spazi verdi senza impianti fissi di irrigazione con la sola necessità di garantire eventuali interventi di soccorso nel primo anno finché le piante siano affrancate.
L’effetto è molto naturalistico preferendo specie dall’aspetto più naturale, particolarmente resistenti alla siccità estiva, ma che al contempo garantiscono anche una buona fioritura. Si potrebbe dire che sono delle realizzazioni un po’ wabi, usando un termine giapponese che significa “forma nascosta del bello, qualità di raffinatezza mascherata di rusticità” (tranquilla austerità, bellezza insita in soggetti artificiali e naturali modesti e nella natura spontanea, n.d.t.).
Vista l’esplosione di verde sano, l’esperimento vegetale a Veronetta sta risultando un successo. Che meriterebbe maggior pubblicità…
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
© Riproduzione riservata

