Graffitari metropolitani, bombolette spray e… birra (o prosecco, secondo il gusto alcolico e le bottiglie vuote lasciate in giro) .



È il “perfetto” connubio da “dietro le quinte” che, in un’area di parcheggio privato seminascosta, poco lontana da ponte Aleardo Aleardi (tra i Giardini San Josémaria Escrivà e via Luigi da Porto, raggiungibile a piedi anche per mezzo d’una scalinata da lungadige Capuleti), ha permesso la realizzazione d’un cocktails di raffigurazioni grottesche, scritte e simbolismi in… technicolor trasformando (o vandalizzando, dando retta a punti di vista diversi) le pareti esterne di edifici pubblici in una sorta di street art…





I pareri di chi, veronesi e turisti, s’accorge di questa “Troppa grazia, Sant’Antonio!” sono, appunto, discordi. C’è chi, dallo spirito innovativo-progressista, apprezza piacevolmente ed altri che, invece, scuotono la testa bollando l’insieme come teppismo da strada. Di certo, in ogni caso, con le ampie ed alte superfici raggiunte e colorate, l’intenzione degli autori di “far colpo”, di “consegnare” (o “propinare”) al prossimo propri messaggi, significati e rappresentazioni soggettivi, è stata raggiunta.





Privati cittadini od autorità istituzionali, semmai, potrebbero interrogarsi, nello specifico, sulla piena, parziale o nulla liceità di così tanta metratura in un unico punto lasciata all’autogestione di writers. Ma, con un’opera figurativa-istintiva simile ormai già pronta e di dominio pubblico, frutto di più elaborazioni ed aggiunte anche datate (come dimostra un pezzo con foto documentative, pubblicato da “Il Giornale dei Veronesi” ancora il 23 agosto 2021, che accertò anche presenze di siringhe abbandonate), sarebbe ben difficile porvi rimedio con una radicale bonifica o cancellazione murale alquanto onerosa, magari in grado di scatenare reazioni scandalizzate, se non ire funeste, di quanti stimano la particolare espressione creativa.





Se la “galleria graffitara” deve persistere, allora, che almeno venga mantenuto il buon decoro ecologico dell’area, togliendo rifiuti abbandonati ed evitando il loro ripetersi…




Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
© Riproduzione riservata

