Ennesimo vandalismo ai danni del patrimonio storico ed artistico locale, dapprima ipotizzato come atto pro-Pal fuori controllo e, poi, genericamente attribuito all’azione teppista di qualche writer.
I due leoni stilofori in marmo rosso veronese, risalenti al XII secolo, ai lati dell’ingresso principale della celebre basilica minore in stile romanico di San Zeno, sulla piazza omonima, sono stati imbrattati di colore verde da ignoti con bombolette spray, nella notte di Natale.
S’è trattato d’un grave oltraggio alla chiesa di San Zeno Maggiore o chiesa di San Zenone, innalzata in vari rifacimenti e fasi tra il IV secolo ed il 1389 in omaggio, appunto, a San Zeno o Zenone, patrono di Verona, dei pescatori d’acqua dolce e di altre località, nato in Mauretania (e per questo chiamato “vescovo moro”) nel 300 e deceduto a Verona, il 12 aprile 371 (o 372 o 373 o 380, stando a fonti diverse), comunque tra il 372 ed il 380, secondo altri studiosi. Fu l’ottavo vescovo di Verona pressappoco tra l’8 dicembre 362 fino alla sua morte ed è venerato sia dalla Chiesa cattolica che da quella cristiana ortodossa.
La Mauretania, dove venne alla luce, costituì regno e poi provincia romana del Nordafrica, divisa tra Mauretania Tingitana e Mauretania Cesariense, estesa dalla zona occidentale dell’attuale Algeria fino all’odierno Marocco.
Pure nella vicina piazza Corrubbio sono stati lordati con scritte sempre di colore verde, probabilmente ad opera dello stesso teppista isolato o con complici, il monumento in memoria dell’Ottavo reggimento bersaglieri (che ha combattuto in Candia, Turchia, Cina, Libia, Albania ed Africa settentrionale) e la statua di Santa Maddalena di Canossa, lasciando l’abusato slogan “Free Gaza”, ormai diffuso ovunque deturpando ambiti cittadini. Le forze dell’ordine, indagando sull’episodio ed aver visionato le videocamere di sorveglianza presenti in zona, si starebbero orientando su un uomo tra i 30 ed i 40 anni, senza escludere eventuali conniventi.
Servizio e foto di Claudio Beccalossi

