Padova, 14 settembre 2026
Favorire una presa in carico integrata per garantire continuità assistenziale, uniformità dei percorsi, sostenibilità del sistema e innovazione terapeutica. Con l’obiettivo di far dialogare ed allineare tra tutti gli attori coinvolti nella governance delle patologie endocrine, Motore Sanità ha organizzato il Convegno ‘ENDOPERCORSI – INNOVAZIONE NELLE PATOLOGIE ENDOCRINE: MODELLI DI PRESA IN CARICO INTEGRATA E PROSPETTIVE REGIONALI’, quinto e ultimo di un ciclo di eventi regionali, realizzato grazie al contributo non condizionato di Amgen, Ascendis Pharma e Sanofi, che ha visto la partecipazione dei massimi esperti a livello nazionale. Le attuali conoscenze scientifiche e le nuove opzioni terapeutiche nelle patologie endocrine stanno cambiando il percorso di diagnosi e trattamento dei pazienti: in particolare nel diabete di Tipo 1, nella malattia oculare tiroidea (thyroid eye disease, TED) e nell’ipoparatiroidismo. È indispensabile garantire le nuove terapie, la collaborazione tra clinici, farmacisti, decisori regionali e stakeholder, facilitare i sistemi sanitari regionali a adattarsi ai nuovi bisogni e ad un approccio sostenibile e centrato sul paziente endocrinologico.
Queste le parole di Claudio Maffeis, Professore Ordinario Pediatria Università di Padova e Direttore UOC Pediatria B AOUI Verona “la più importante novità è data dalla disponibilità di nuovi farmaci in grado di agire sul processo che causa il diabete tipo 1, con la prospettiva di ritardare la comparsa della sintomatologia clinica e di evitare la chetoacidosi diabetica, cioè la più grave complicanza all’esordio della malattia. Al fine di attuare questo intervento è necessario individuare coloro che sono a rischio di sviluppare la malattia ma che non ne sono a conoscenza. Di qui la necessità di effettuare uno screening nei bambini per il diabete tipo 1, previsto dalla legge 130 del 2023, e che sta per essere attuato su scala nazionale e nella nostra Regione. Questo screening estenderà alla popolazione generale quello che da molti anni viene eseguito presso il Centro Regionale di Diabetologia Pediatrica di Verona cioè lo screening sui soggetti fino ai 18 anni di età a maggior rischio di sviluppare il diabete tipo 1, cioè familiari di persone con diabete tipo 1 o affetti da malattia autoimmuni (malattia celiaca, tiroidite, ecc.). Ad oggi sono stati identificati più soggetti con diabete presintomatico e che hanno iniziato un trattamento immunomodulante per ritardare l’inizio della terapia insulinica e stanno rispondendo molto bene, facendo ben sperare per il futuro”.
Valentina Camozzi, Dirigente Medico UOC Endocrinologia AOU Padova ha spiegato che “l’ipoparatiroidismo è una malattia correlata alla mancanza del paratormone, PTH, ormone che regola il metabolismo fosfo-calcico. L’assenza del PTH determina ipocalcemia con ripercussioni immediate che vanno da laringospasmo, tetania, crisi tetaniche, aritmia cardiaca a sintomi più sfumati. Nel tempo il paziente sviluppa una serie di danni d’organo con compromissione renale, fratture ossee da fragilità, cataratta precoce e calcificazioni extra scheletriche anche a livello dei nuclei della base, manifestazioni neurologiche con crisi epilettiche e forme di parkinsonismo, alterazioni psichiche con depressione e alterazioni cognitive. Chiaramente tutto questo altera pesantemente la qualità di vita del paziente. Sinora la terapia convenzionale, costituita da supplementazioni di Vitamina D attiva e calcio, non ha mai garantito l’omeostasi calcica ed il benessere del paziente, spesso costretto ad assumere dosi elevate di terapia. Da oltre un anno è disponibile palopegteriparatide, in grado di durare in circolo 24 ore e stabilizzare la calcemia ed è l’unica terapia approvata per il trattamento dell’ipoparatiroidismo cronico. Per ciò che riguarda la malattia oculare tiroidea (TED), si tratta di una patologia autoimmune complessa che colpisce il tessuto fibro-muscolare e adiposo dell’orbita oculare. La patologia può evolvere con manifestazioni cliniche eterogenee di diversa gravità con importanti ripercussioni sulla funzionalità visiva e sulla qualità di vita dei pazienti. La gestione della TED sta vivendo una profonda rivoluzione, grazie ad una maggiore comprensione dei meccanismi immuno-patogenetici e all’introduzione di terapie mirate innovative. Elementi cardini per migliorare gli outcome clinici sono una diagnosi precoce ed una presa in carico multidisciplinare in centri specializzati, mirando ad un modello di medicina di precisione per ottimizzare il timing terapeutico e ridurre la frammentazione assistenziale”.

