Città del Vaticano, Cappella Sistina, 7 maggio 2025.
Il giuramento dei 133 cardinali elettori provenienti da 71 Paesi prima dell’Extra omnes. Il testo del giuramento collettivo letto in latino dal cardinale Pietro Parolin (Schiavon, Vicenza, 17 gennaio 1955, ritenuto tra i papabili), già segretario di Stato di papa Francesco, il più anziano per creazione dei cardinali e, proprio per questo, con compito di coordinare i lavori del conclave (con ingresso solenne alle ore 16.30).
“Noi tutti e singoli Cardinali elettori presenti in questa elezione del Sommo Pontefice promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, emanata il 22 febbraio 1996. Parimenti, promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo che chiunque di noi, per divina disposizione, sia eletto Romano Pontefice, si impegnerà a svolgere fedelmente il munus Petrinum di Pastore della Chiesa universale e non mancherà di affermare e difendere strenuamente i diritti spirituali e temporali, nonché la libertà della Santa Sede. Soprattutto, promettiamo e giuriamo di osservare con la massima fedeltà e con tutti, sia chierici che laici, il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l’elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell’elezione, concernente direttamente o indirettamente lo scrutinio; di non violare in alcun modo questo segreto sia durante sia dopo l’elezione del nuovo Pontefice, a meno che non ne sia stata concessa esplicita autorizzazione dallo stesso Pontefice; di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza, opposizione o altra qualsiasi forma di intervento con cui autorità secolari di qualunque ordine e grado, o qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi nell’elezione del Romano Pontefice”.
Poi, ciascun cardinale elettore (in base all’ordine di precedenza dei tre Ordini, vescovi, presbiteri, diaconi) hanno prestato giuramento secondo la formula latina di rito: “Et ego, N. Cardinalis N., spondeo, voveo ac iuro. Sic me Deus adiuvet et haec Sancta Dei Evangelia, quae manu mea tango.”. “E io, N. Cardinalis N., prometto, mi obbligo e giuro. Così Dio mi aiuti e questi santi Vangeli che tocco con la mia mano”.
Il primo a giurare è stato il cardinale Parolin.
Al conclave per l’elezione del 267° pontefice se la vedono con lo Spirito Santo due cardinali di sangue scaligero: Mario Zenari (Rosegaferro, frazione di Villafranca di Verona, 5 gennaio 1946) e Claudio Gugerotti (Verona, 7 ottobre 1955).




La fumata nera alle 21.04 è stata la prima “comunicazione” al mondo esterno dall’assemblea dei cardinali in ritiro assoluto, soprattutto con le 45mila persone che hanno assiepato, in attesa degli eventi, piazza San Pietro.
Claudio Beccalossi
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