Il quartiere di Porto San Pancrazio (appartenente con San Michele Extra alla Circoscrizione 7^) è percorso per buona parte dalla via omonima (da via Tommaso Campanella/via Porto San Michele a via Giovanni e Vittorio Duca/via Gio Batta Domaschi).
Il nome della borgata deriva dalle passate funzioni di traghetto sul fiume Adige, operativo dove oggi sorge il ponte Mariano Rumor, meglio noto con il passato nomignolo di “ponte del Pestrino”. Il vecchio punto d’attracco e traghettamento alla riva opposta collegava il “Porto” alla zona Oltre Adige o Pestrino, verso la parte sud della città, destinata a formare l’agglomerato urbano di Borgo Roma.
Lungo il suo tragitto la strada-bandiera del rione incrocia arterie laterali, come via Ventotto Marzo che fa riferimento al 28 marzo 1944, un martedì, nel quale Porto San Pancrazio ed altre aree di Verona furono prese di mira da due ondate di duro bombardamento aereo compiuto dall’USAAF (United States Army Air Force), con bombardieri pesanti quadrimotore Boeing B-17 Flying Fortress (Fortezza Volante) e Consolidated B-24 Liberator.
Il primo passaggio colpì la stazione di Porta Nuova, l’abitato di Santa Lucia, l’Arsenale, case in Borgo Trento ed in Valdonega. Il secondo afflusso s’accanì appunto su Porto San Pancrazio e la vicina stazione di Porta Vescovo, alcuni stabilimenti (tra cui le Officine Galtarossa), caserme, edifici sulle Torricelle. Gli ambiti popolari di Santa Lucia (già sconvolta dalla precedente incursione aerea dell’USAAF, altrettanto massiccia e brutale, del 28 gennaio 1944) e di Porto San Pancrazio vennero pressoché ridotti in macerie e subirono danni ingenti i due scali ferroviari di Porta Nuova e Porta Vescovo. I morti accertati solo a Porto San Pancrazio furono 48.
Toponomastica e storia locali, dunque, si stringono idealmente la mano alla congiunzione viaria citata. Peccato per le deplorevoli condizioni del vetusto ma ristrutturato basso edificio alla curva a gomito tra via Porto San Pancrazio e via Ventotto Marzo, vandalizzato sulle pareti esterne con disegnacci stolti e scritte volgari di cui una parte in… duplice deturpazione. In quanto con uno pseudo motto sovrapposto a caratteri cubitali su precedente sgorbio graffitaro: “Se copri, ti coprono”. Con… cuoricino a parte…
“Creazione grafica” estemporanea che, stonando platealmente col decoro morale ed il rispetto della proprietà altrui, offende trascorsi tradizionali e memorie dolorose del luogo.
di Claudio Beccalossi

