Momenti conviviali tra vecchi amici, nel Caffè & Ristorante Liston 12 in piazza Bra, per festeggiare i “primi” 50 anni di matrimonio dell’eclettica figura dello spettacolo Tiziano Zampini (attore e comparsa in ambiti cinematografici, televisivi, lirici, teatrali, pubblicitari) e relativa consorte Maria Pia, accanto ai figli Riccardo e Davide. Un evento che s’è ricollegato, in diretta mnemonica, al 12 maggio 1976, data del fatidico matrimonio celebrato nella suggestiva cripta della basilica di San Zeno, a tu per tu con le reliquie nel sarcofago del vescovo e patrono di Verona, “testimone” d’eccezione delle nozze.
L’esclusiva location nuziale è il cor fidei (cuore di fede) del complesso sacro conosciuto anche come chiesa di San Zeno Maggiore o chiesa di San Zenone (nato in Africa settentrionale, probabilmente in Mauretania – e per questo chiamato vescovo moro – nel300 e morto a Verona il 12 aprile 371 o 372 o 380, stando a fonti diverse, comunque tra il 371 ed il 380, secondo gli studiosi. Fu l’ottavo vescovo della città scaligera, pressappoco tra il 362 fino alla sua scomparsa). Mauretania fu regno e poi provincia romana del Nordafrica, divisa tra Mauretania Tingitana e Mauretania Cesariense, estesa dalla zona occidentale dell’attuale Algeria fino all’odierno Marocco.
Nozioni storiche a parte e tanto per risvegliar memoria ben più recente, Tiziano Zampini è un volto noto in sitcom di Mediaset (ad esempio, “Casa Vianello”, con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, “Benedetti dal Signore”, con Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti), generico in films (ma tra gli interpreti principali ne “Il piccolo vescovo”, biografia del vescovo di Verona mons. Giuseppe Carraro), spot pubblicitari con una nutrita serie di big e videoclip con cantanti famosi.
Inoltre, Zampini è ancora anema e core, nonostante gli inevitabili acciacchi dovuti all’età, dell’originale “Compagnia del Liston”, sodalizio di fedelissimi frequentatori del passeggio sul lastricato di piazza Bra, che si caratterizza anche per i conferimenti dei distintivi di soci onorari a figure della veronesità più classica, se non… verace. Il particolare (ed ambito) distintivo è una creazione del poliedrico artista Alberto Zucchetta, maestro d’arte, scultore, orafo e medaglista.
di Claudio Beccalossi

