Lui si chiama Tapana Kumar. Che in sanscrito vuol dire “Principe del servizio disinteressato”.
Sua moglie, sposata secondo il rito dell’Ananda Marga, risponde al nome di Supryia, cioè “Molto amata”.
I figli della coppia, a loro volta, sono Caetanya (“Risvegliato interiormente”) e Suresh (“Controllore degli dei e delle dee”). Questi due ultimi, vegetariani dalla nascita, seguono volentieri i dettami dei genitori che hanno scelto la strada del rigoroso vegetarianismo in… età della ragione.
No, non si tratta d’una famiglia di qualche parte dell’India.
Tapana Kumar, infatti, risponde al nome “classico” di Tarcisio Bonotto, classe 1952, veneziano adottato da Verona. Supryia, inglese di Manchester, è Margaret Ratwell ed i figli… si chiamano proprio così, nonostante siano nati e cresciuti in via Monte Cucco, sulle colline tra Sezano e Marzana, in Valpantena.
Tarcisio Bonotto-Tapana Kumar s’è trasferito da Marcon nell’83 ed è in pensione dal 2019 dopo aver lavorato presso l’Università degli Studi di Verona come assistente tecnico informatico. Ma lui, parlantina sciolta (anche in inglese fluently) e barba da… santone, non s’è mai occupato solo di hardware, software ed affini. Dal 1978, infatti, ha ricoperto l’incarico di segretario italiano dell’organizzazione internazionale Proutist Universal, diffusa in un’ottantina di nazioni ed ispirata ai concetti del Prout (acronimo di Progressive utilization theory, Teoria dell’utilizzazione progressiva) scaturito dall’organismo socio-spirituale Ananda Marga e dal suo creatore, l’indiano Prabhat Rainjana Sarkar (Jamalpur, 21 maggio 1921 – Calcutta, 21 ottobre 1990). Nel ’97, poi, Bonotto ha contribuito alla fondazione dell’Istituto di ricerca socio-economica Prout, di cui è tutt’oggi presidente, per soluzioni ed applicazioni sulla base della “teoria Prout”.


«Negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, all’epoca delle contestazioni giovanili per le riforme socio-culturali e dell’“invasione” dei “maestri spirituali” – ripercorre il veneziano d’origine – mi sono avvicinato per caso all’Ananda Marga trovandovi le tecniche yoga, la dieta vegetariana per la salute fisica, la meditazione ed uno stile di vita per il benessere psico-fisico, insegnamenti e principi per la coesione e lo sviluppo sociali. Infine (ma non ultima) una teoria definita Prout, disegnata per lo sviluppo socio-economico di tutti i Paesi del mondo, una valida alternativa agli obsoleti sistemi socio-economici, a marxismo e liberismo».
«Volevo conoscere di persona Sarkar, noto anche con il nome spirituale di Shrii Shrii Anandamurti e chiamato Baba dai suoi discepoli. Per questo mi sono recato in India varie volte. Laggiù, a Tiljala, nei dintorni di Calcutta, l’Ananda Marga sembrava un’oasi di nuova vitalità: teoria e pratica. Progetti sociali, agricoli ed artigianali, orfanotrofi, scuole ed una grande realizzazione (“Ananda Nagar”, “Città della Beatitudine”), dove s’è tentato e s’è in parte riusciti a formare un particolare modello di sostenibilità ed autosufficienza locali».
Cosa propone il ‘Prout’
«Dovremmo esserci accorti – sottolinea Tapana Kumar – che il mondo sta cambiando radicalmente e come siano necessarie delle soluzioni innovative. Il Prout presenta la “democrazia economica”, la “decentralizzazione del potere economico”, prevede un “governo mondiale” e la suddivisione del pianeta in “zone socio-economiche omogenee” per poter avviare lo sviluppo economico».
Claudio Beccalossi

