E’ stata sottoscritta oggi la convenzione per il cambio d’uso temporaneo richiesto dalla Diocesi di Verona in relazione ad una porzione del compendio denominato “Palazzo Guarienti”, ex Casa Sant’Angela, situato in via Sant’Angela Merici nn. 2/4/6/8, vicolo Vento n. 1 e vicolo Torcoletto n. 18. Presenti per la Diocesi il vescovo Mons. Domenico Pompili e per il Comune di Verona la vicesindaca e assessora all’Edilizia privata Barbara Bissoli e l’assessora alle Politiche sociali e al Terzo settore Luisa Ceni, oltre al Dirigente del SUAP SUEP, arch. Andrea Alban.
L’utilizzo con modesti interventi interni, autorizzato dalla Soprintendenza trattandosi di compendio in parte interessato da vincolo monumentale, consentirà attività di social housing, con co-housing sociale per diverse categorie di fruitori.
La convenzione avrà una durata di tre anni. Il termine potrà essere prorogato per ulteriori due anni con successiva deliberazione della Giunta comunale.
“Nella nostra provincia – dichiara il vescovo Domenico Pompili – l’accesso alla casa è diventato una delle fratture sociali più dure. La povertà abitativa genera tutte le altre: senza un indirizzo non si trova lavoro, non si cura la salute, non si crescono figli, non si tiene insieme una vita. Per questo, come Chiesa abbiamo voluto dare una destinazione a questo immobile altrimenti inutilizzato, per trasmettere un segnale forte e trasversale alla continua emergenza abitativa”.
“Siamo riconoscenti e soddisfatti di aver potuto condividere, anche grazie al prezioso lavoro degli uffici comunali, l’iniziativa sociale della Diocesi di Verona, che si propone di offrire accoglienza a persone con fragilità, unite dalla urgente necessità di un luogo da abitare, di un luogo dove stare per cominciare o ricominciare a vivere nella nostra città senza l’angoscia della mancanza di un letto e di un tetto; una goccia nel mare dell’emergenza abitativa che, come amministrazione comunale, siamo chiamati ad affrontare con tutti gli strumenti che l’ordinamento giuridico ci offre” commenta la vicesindaca Barbara Bissoli.
“La casa non è solo un riparo fisico, – aggiunge l’assessora Luisa Ceni – ma è il punto di partenza per l’integrazione delle persone vulnerabili. Senza stabilità abitativa non può esistere coesione sociale. Risolvere l’emergenza abitativa significa investire sul benessere di tutta la comunità, e per farlo serve un’azione congiunta tra le istituzioni e i soggetti del territorio che già oggi si spendono concretamente su questo fronte, a partire dall’impegno della Curia che collabora attivamente con noi ed è parte attiva nel sostenere i bisogni di chi si trova in condizioni di fragilità. Ringrazio gli uffici per la celerità e la competenza con la quale hanno gestito questa importante operazione”.

