«Dopo aver letto l’articolo pubblicato in questi giorni credo sia arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza, perché non possiamo continuare a confondere una iniziativa sindacale con la rappresentazione di un intero Corpo di Polizia Locale come se fosse allo sbando».
Il Sindaco di Villafranca interviene sul terzo sciopero proclamato dal DICCAP-SULPM, ricordando che anche i due precedenti stati di agitazione non hanno prodotto alcuna interruzione del servizio e hanno visto l’adesione di un numero molto limitato di operatori. «Partiamo dai fatti: siamo al terzo sciopero e, come per i due precedenti, la realtà è che il Corpo ha continuato e continua a svolgere responsabilmente il proprio servizio. Non lo dico per sminuire il diritto di sciopero, che nessuno mette in discussione, ma perché non è corretto trasformare l’iniziativa di tre o quattro persone nella rappresentazione del pensiero di un Corpo composto da venti agenti». «La Polizia Locale di Villafranca è composta da donne e uomini responsabili, che conoscono il valore del proprio ruolo e che ogni giorno garantiscono sicurezza e servizi ai cittadini. Non può essere il terreno di una contrapposizione permanente né può diventare, di fatto, appannaggio di pochi e di un’organizzazione sindacale che non rappresenta l’intero Corpo e che non partecipa ai tavoli della contrattazione nazionale».
«I DUE PRECEDENTI STATI DI AGITAZIONE SONO FINITI NEL NULLA» «Vorrei ricordare un dato molto semplice: i due precedenti stati di agitazione non hanno portato a nessun risultato concreto. Sono finiti nel nulla, se non nella riproposizione, dopo qualche tempo, delle stesse accuse e di un nuovo stato di agitazione. Ora siamo al terzo». «Se ogni confronto deve necessariamente trasformarsi in un nuovo stato di agitazione, indipendentemente da quello che l’Amministrazione fa e indipendentemente dall’esito delle iniziative precedenti, allora non siamo più di fronte a uno strumento per risolvere i problemi, ma a una polemica che diventa fine a se stessa». «Io credo che questo non faccia bene a nessuno: non fa bene al Corpo, non fa bene agli agenti e non fa bene alla credibilità di chi rappresenta i lavoratori».
«IL COMUNE NON È FERMO» «Si continua a parlare di immobilismo dell’Amministrazione, ma anche questa è una rappresentazione che non corrisponde ai fatti. Abbiamo pubblicato l’avviso per la selezione del nuovo comandante, con scadenza il 10 settembre e a differenza di quanto il Sindacato sostiene c’è molto interesse . È un passaggio importante e serio, che consentirà poi di confrontarci con il nuovo responsabile del Corpo sulle esigenze organizzative e sulle eventuali criticità da affrontare». «È evidente che non avrebbe alcun senso nominare oggi una figura provvisoria per poi pretendere di affrontare domani, insieme al nuovo comandante, una riorganizzazione complessiva del Corpo. Abbiamo scelto di procedere con metodo e responsabilità». «Anche per questo ho ritenuto inutile partecipare personalmente al tavolo convocato dalla Prefettura: non per mancanza di rispetto verso il Prefetto, che ringrazio per l’attenzione e la disponibilità, ma perché le questioni poste erano già state affrontate e perché lo stato di agitazione era stato deciso prima ancora di conoscere l’esito di quell’incontro. Quindi non è certamente la mia assenza dal tavolo ad aver determinato lo sciopero».
«SUL VESTIARIO E SULLE DOTAZIONI I FATTI SONO DIVERSI DA COME VENGONO RACCONTATI» «Ribadisco inoltre quanto già detto nei giorni scorsi: alcune affermazioni contenute nei comunicati del sindacato sono particolarmente gravi. Mi riferisco, in particolare, alla descrizione del vestiario e delle dotazioni di autotutela, con la rappresentazione di agenti che sarebbero lasciati senza strumenti adeguati». «Anche in questo caso parlano i fatti. Sono già programmate per settembre e ottobre spese per 17.500 euro, stanziati dall’Amministrazione a seguito dell’ultima variazione di bilancio approvata dal Consiglio Comunale, per vestiario e dotazioni del Corpo. Sono previste, tra l’altro, 50 bombolette spray al peperoncino, 20 bastoni estensibili conformi alla nuova normativa e le nuove divise ordinarie e operative invernali, sia per i nuovi assunti sia per il personale già in servizio». «Quindi non siamo di fronte a un’Amministrazione che guarda dall’altra parte. Siamo di fronte a un’Amministrazione che programma, finanzia e realizza gli interventi necessari. Se qualcuno ritiene che si possa fare di più, siamo pronti a discuterne. Ma raccontare pubblicamente una situazione di abbandono senza considerare ciò che è già stato programmato e finanziato è, quantomeno, una rappresentazione parziale della realtà». «Su questi temi, come su tutti gli altri, siamo disponibili a confrontarci documenti alla mano. Quello che non accetteremo è che affermazioni non supportate dai fatti vengano utilizzate per gettare discredito sull’Amministrazione e, indirettamente, anche sul Corpo stesso».
«FARE IL PROPRIO DOVERE NON È UN MERITO DA SPENDERE CONTRO IL COMUNE» «Trovo poi singolare che vengano elencati come prova dell’abbandono del Corpo gli interventi effettuati dagli agenti: individuazione di documenti falsi, accompagnamenti in Questura, sgomberi, attività di polizia giudiziaria e arresti». «Sono attività importanti e per le quali gli agenti hanno tutta la nostra stima. Ma sono anche il loro lavoro. Non penso che un agente debba fare il proprio dovere per ottenere un titolo di giornale o che ogni intervento debba essere utilizzato come strumento di propaganda per dimostrare che il Corpo funziona». «Il modo migliore per valorizzare la Polizia Locale è metterla nelle condizioni di lavorare bene, non trasformare il suo lavoro quotidiano in una contrapposizione con l’Amministrazione».
«NOI CONTINUIAMO A LAVORARE. GLI ALTRI CONTINUINO PURE CON LA POLEMICA» «Con le organizzazioni sindacali che partecipano ai tavoli della contrattazione nazionale abbiamo sempre avuto un rapporto corretto e costruttivo, nel rispetto dei reciproci ruoli. Questo dimostra che l’Amministrazione non ha alcun problema a confrontarsi con il sindacato quando il confronto serve realmente a trovare soluzioni». «Qui, invece, dopo mesi, siamo ancora al punto di partenza: nuovo stato di agitazione, nuovo sciopero, nuove dichiarazioni e nuove accuse. E nel frattempo il Corpo continua a lavorare». «Per questo dico con chiarezza che la Polizia Locale non può essere ostaggio di una polemica permanente e non può essere rappresentata sulla base delle posizioni di tre o quattro persone. Il Corpo appartiene alla città e a tutti gli operatori che ne fanno parte, non a una singola organizzazione sindacale». «Io continuerò a fare il Sindaco e a occuparmi dei problemi della città. Abbiamo una selezione da concludere, un nuovo comandante da individuare e un Corpo da accompagnare verso una nuova fase organizzativa. Lo faremo con serietà, ascoltando tutti, ma senza accettare strumentalizzazioni o rappresentazioni distorte della realtà». «Gli altri, se vogliono, continuino pure con gli stati di agitazione e con i comunicati. Noi preferiamo utilizzare il nostro tempo per lavorare e trovare soluzioni. Perché alla fine è questo che interessa ai cittadini e, sono convinto, anche alla grande maggioranza degli agenti della nostra Polizia Locale».
di Dall’Oca Roberto Luca

